Tra caffè caldo e onde lente: l’estate (anche) in ufficio

“Agosto, la sveglia suona per ore e qualcuno è in vacanza”…

Cantava così una canzone di qualche anno fa. Immagino la solitudine degli uffici vuoti e il telefono che squilla senza sosta. Parte la segreteria: Siamo in ferie! Lasciate un messaggio!

Agosto è il mese dell’entusiasmo e del movimento: si tira tardi la sera, si parte per lunghi weekend, si prepara la valigia (finalmente!) per quel viaggio organizzato da mesi. Si respira e si rallenta, mentre ci si lamenta del caldo, delle zanzare, sotto l’ombrellone. La città è vuota, i social sono pieni: foto, sorrisi, paesaggi lunari.
Agosto cattura ogni anno la nostra attenzione. Il mese desiderato, un punto fermo del calendario che non chiede giustificazioni se siamo stanchi e assonati.

C’è chi parte davvero, per settimane o un mese, nel tentativo di dimenticare almeno per un po’ l’ordinarietà. Però c’è anche chi resta, sono quelli che “non mollano mai” (in apparenza, perché si sono arresi prima, che giugno è sempre un gran bel mese per staccare la spina!)

Nel periodo estivo più rovente dell’anno, chi resta in ufficio prosegue le attività anche per chi non c’è. Uno scambio equo e paritario fra colleghi, ci si da una mano nelle attività.
Ma quando parliamo di selezione del personale, di candidati e recruiter? Chi resta, chi se ne va?

Il recruiter d’estate, tra lavoro e creatività

Il lavoro del selezionatore non ha periodo, non segue calendari precisi ma leggi di mercato.
I candidati cambiano location ma sotto l’ombrellone scrutano l’orizzonte di nuove opportunità, mentre i recruiter si alleggeriscono degli abiti formali per lasciare spazio a colore e leggerezza.

Le scadenze si dilatano e il lavoro in ufficio è meno caotico, più ordinario. Riemerge la lista dei buoni propositi per concludere quelle attività lasciate in sospeso da mesi (perché tutti abbiamo nel cassetto la lista delle cose che “prima o poi lo faccio”) e si inizia a vagliare nuovi progetti per l’autunno che verrà. Parola d’ordine: pianificazione.

Il recruiter che resta è un abile analista: definisce obiettivi, valuta risorse (proprie e altrui), ricompone il puzzle delle scadenze e all’apice della sua fase più creativa si lancia in progetti di ricerca e sviluppo mentre corre dietro alle urgenze di aziende che non chiudono: gli ultimi candidati a colloquio in balia di proposte in attesa di essere firmate e posti vacanti in vista della prossima stagione.

La giornata scorre sempre veloce dentro la stessa dose di caffè, mentre si danno gli ultimi numeri per far tornare statistiche e RAL, si scrivono nuove job description.

Il sole batte forte anche sulle cinque del pomeriggio e si lavora al passo con le novità, ragionando e confrontandosi con colleghi virtuali di altre città, di regioni lontane. Gli argomenti più in voga: la nuova normativa sulle retribuzioni, l’intelligenza artificiale (la usi anche tu?), mentre soffia costante il vento fresco dell’aria condizionata e le call si fanno più sporadiche per lasciare spazio alle chiacchere vere, quelle con i colleghi della porta accanto.
Perché ad agosto il tempo si dilata e all’improvviso si parla anche di vita con più spensieratezza, di cose da fare, di formazione e nuovi propositi.

Vacanze e visioni per ripensare la carriera

Le ferie estive sono un’ottima occasione anche per riflettere sulla propria carriera professionale e questo vale per tutti.

Approfondisci questo tema leggendo anche “Trovare il lavoro che piace: utopia o percorso necessario?”

I candidati, spogliati dei loro ruoli, tornano a valutare sè stessi con un occhio di riguardo anche a passioni e desideri. Lo si fa con piccole azioni che portano a pensare in grande: si prepara la nuova versione del curriculum, cercando un template originale e innovativo per farci stare dentro proprio tutto. Si scruta fra gli annunci di lavoro una nuova posizione scoprendo, nel vasto mondo di internet, società di selezione che non si conoscevano affatto e si torna a pensare alla propria vita con fare sognante.

Si parla allora di futuro, di skills da raggiungere, dialogando su LinkedIn con qualche recruiter a caccia di nuovi talenti e talvolta, quella comunicazione diventa uno scambio umano, più sensibile, meno incasellato fra parole come flessibilità e autonomia.

Perché anche nella sfera professionale c’è bisogno di una certa umanità, lontano da intelligenza artificiale e automazione, per sentirsi meno valutati e più considerati, anche nella propria personalità. E il recruiter estivo lo sa e anche d’estate non si allontana dalla sua autenticità, non abbandona nessuno, neanche i suoi valori, la sua mission verso i candidati.

C’è chi sostiene che agosto sia un mese che poco restituisce.
Eppure le soddisfazioni non mancano neanche oggi, mentre il post-it sulla scrivania mi ricorda di scrivere l’articolo per il Magazine aziendale, in un venerdì qualunque, prima di impostare con soddisfazione anche il mio messaggio automatico della casella di posta personale e uscire a rivedere il sole, mentre in lontananza sento il suono di una notifica, che fa più o meno così: “Sono in vacanza, vi richiamo quando torno (se torno). Buone ferie!”