Thomas Torelli e Rachele Bindi: partire leggeri per trasformare la propria vita
Sta per tornare la Scuola per Equilibristi Sognatori, e con essa un viaggio straordinario che unisce emozioni, esperienze, formazione manageriale e crescita personale. Dopo il successo delle edizioni precedenti, questo percorso si rinnova, pronto ad accogliere nuove storie, emozioni e trasformazioni e nel 2025 diventa un viaggio alla scoperta di storie, luoghi ed esperienze in grado di emozionare, trasformare e donare nuove consapevolezze.
La prima tappa, “Partire Leggeri“, è molto più di un semplice inizio: è un invito a lasciare andare ciò che non serve, a fare spazio in valigia per ciò che conta davvero e per ciò che troveremo lungo il viaggio e a prepararsi a camminare con il cuore più libero, aprendosi ad una nuova visione.
Ad accompagnarci in questa prima tappa saranno due professionisti di grande spessore, Thomas Torelli e Rachele Bindi, due anime appassionate che porteranno prospettive diverse ma complementari per offrirci un punto di vista trasformativo sul tema del “partire leggeri”.
Chi sono Thomas Torelli e Rachele Bindi, i due formatori della prima tappa della Scuola per Equilibristi Sognatori
Nella loro doppia intervista, Thomas Torelli e Rachele Bindi ci accompagnano in una riflessione sui temi cardini di questa prima tappa formativa; attraverso le loro esperienze personali e professionali, ci offrono spunti per lasciar andare il superfluo e prepararci davvero a “partire leggeri”.
Il significato di “partire leggeri”: l’intervista a Thomas Torelli e Rachele Bindi
Il concetto di “partire leggeri” può assumere significati diversi a seconda del percorso di vita e del contesto professionale. Cosa significa per te lasciar andare? E come questa idea si riflette nel tuo lavoro?
Thomas: Una delle cose più importanti che secondo me bisogna lasciare andare è la ragione. Nel film “Choose Love”, documentario creato nel 2018, tratto principalmente questo tema, anzi è proprio questo tema che mi ha ispirato al film.
Smettere di avere ragione è una delle chiavi principali per arrivare ad avere una vita piena di leggerezza.
Può sembrare un ossimoro ma secondo me è proprio la chiave della felicità: cercare la leggerezza attraverso la liberazione di tutta una serie di convinzioni, che spesso sono soltanto dei preconcetti costruiti dal nostro ego e dai nostri condizionamenti. Quindi smettere di avere ragione, lasciare andare più cose possibili materiali e immateriali è una delle grandi vie per la felicità e un mondo migliore.

Rachele: Lasciar andare per me significa riuscire ad aprirsi al nuovo, rinunciando alle proprie certezze che spesso diventano convinzioni limitanti.
Quando davvero riusciamo a partire leggeri i nostri bagagli non sono del tutto pieni, c’è sempre un poco di spazio che potremo usare per riportare a casa ciò che di importante e significativo abbiamo incontrato lungo il viaggio.
Nel mio lavoro da psicoterapeuta e da consulente, l’apertura al nuovo, la possibilità di trovare un nutrimento nell’inaspettato sono fondamentali: portano benessere psicologico e al tempo stesso sostengono l’intuizione e la creatività.
Nel tuo ambito, quali sono le abitudini o i modi di pensare che più spesso limitano la capacità delle persone di aprirsi al nuovo? Come le affronti?
Thomas: Sono convinto che buona parte del pensiero collettivo dipenda da condizionamenti esterni, quindi la prima regola è quella di fare in modo di de-condizionarsi o farsi condizionare da cose che fanno bene alla nostra anima. Se siamo coscienti del fatto che tutto ciò che c’è fuori è una proiezione di quello che, in qualche modo, noi siamo dentro, ma quello che siamo dentro è la conseguenza delle informazioni che riceviamo, diventa fondamentale nutrirsi di informazioni propositive e non che contribuiscano alla paura. La paura infatti è il più grande lucchetto energetico, la paura ti immobilizza, la paura ti frena, la paura è esattamente contraria come vibrazione a quella dell’amore. Quindi il consiglio che posso dare è quello di nutrire la nostra anima di bellezza attraverso cose che ti fanno stare bene, qualunque esse siano.
Permettiamoci di di vivere nella bellezza: solo così la potremo proiettare nel mondo.
Rachele: Nel mio lavoro vedo ogni tipo di convinzione limitante, ognuno di noi si porta sulla spalla un giudice interno che ogni tanto (per qualcuno purtroppo continuamente) sussurra: “Non ce la fai, non sei all’altezza, non hai le competenze giuste, lo vedranno che non sei in grado” e similari. Il più delle volte siamo noi stessi ad ascoltare questa voce e a darci dei limiti, con quel meccanismo che anni fa si chiamava self-handicapping e che oggi viene più spesso citato come sindrome dell’impostore. Dalle nostre convinzioni derivano le nostre abitudini, che mettiamo in campo il più delle volte in maniera inconscia e che possono sembrarci, nel tempo, immutabili.
Le abitudini però si possono cambiare, non sono loro a definire la nostra personalità.
Quindi ogni volta facciamo affermazioni come “io sono fatta così” o “io sono una di quelle persone che…” stiamo usando una abitudine o un comportamento per descriverci e automaticamente stiamo appesantendo il nostro bagaglio. Coltivare domande e dubbi su di noi, sul mondo, ci tiene aperti al rinnovamento e alla scoperta.

Lasceresti ai lettori un consiglio o una suggestione per iniziare un percorso di trasformazione partendo “leggeri”?
Thomas: Sono convinto che per essere leggeri bisogna permettersi di alleggerirsi di tutto ciò che abbiamo, alleggerirsi del passato, alleggerirsi delle convinzioni. Come diceva Socrate “So di non sapere” e se sai di non sapere sei pronto a scoprire il nuovo, sei come una scatola vuota pronto ad essere riempita di novità; per essere riempiti bisogna essere vuoti, quindi leggeri.
Rachele: Per iniziare è utile riconoscere le proprie zavorre, provare a fare una lista di tutto ciò che ci portiamo dietro e ci appesantisce, ci limita il movimento. Quelle narrazioni su noi stessi che abbiamo strutturato nel tempo e che oggi invece di descriverci ci cristallizzano impedendoci il cambiamento.
Le risposte di Rachele Bindi e Thomas Torelli ci ricordano che la leggerezza non è solo un punto di arrivo, ma un processo continuo fatto di scelte quotidiane: lasciar andare ciò che ci appesantisce, riscoprire ciò che conta davvero e accogliere il cambiamento con fiducia sono gesti che trasformano il nostro modo di vivere.
