Max Cimatti: raccontare per capirsi, raccontare per connettersi
C’è un filo invisibile che lega le emozioni alle parole, un ponte tra chi racconta e chi ascolta. Un’idea brillante, un’esperienza intensa o un progetto ambizioso possono passare inosservati, oppure restare impressi per sempre; ciò che fa la differenza è il modo in cui vengono raccontati.
In un tempo in cui si comunica tanto ma si ascolta poco, raccontare in modo autentico diventa una scelta coraggiosa e profondamente umana. E per un Leader, questa è una competenza fondamentale: le persone seguono chi è in grado di emozionarle, coinvolgerle, chi sa dare voce a un’idea e renderla viva.
È proprio da questa consapevolezza che prende forma il prossimo appuntamento della Scuola per Equilibristi Sognatori, “Raccontare l’esperienza” in cui esploreremo il potere della narrazione, impareremo ad emozionare parlando e a trasmettere emozioni attraverso la parola e il racconto.
Chi è Max Cimatti, il formatore della quarta tappa della Scuola per Equilibristi Sognatori
Chi meglio di un narratore può accompagnarci in un viaggio formativo nell’arte del racconto?
È per questo che, in questa quarta tappa della Scuola per Equilibristi Sognatori, avremo con noi Max Cimatti, formatore, narratore e “cantastorie” contemporaneo.
Cofondatore e direttore della scuola di scrittura fAutori, Max Cimatti ha una lunga esperienza nella scrittura narrativa e biografica. Negli anni ha portato il suo talento anche in teatro, dando vita a monologhi originali in cui emozione e pensiero si intrecciano, trasformandosi in racconti capaci di lasciare il segno.
Negli ultimi anni, ha scelto di unire la vocazione narrativa all’approccio del coaching, accompagnando le persone a (ri)conoscersi, a valorizzare le proprie storie e a raggiungere i propri obiettivi attraverso la scrittura di sé.
Per Max Cimatti la narrazione non è soltanto una tecnica: è ascolto, consapevolezza, presenza.
In questa bella intervista, ci racconta perchè, oggi più che mai, saper narrare – e narrarsi – sia una competenza cruciale anche nel mondo del lavoro, per creare connessioni autentiche, ispirare e guidare con empatia.
Il potere della narrazione: l’intervista a Max Cimatti
Si pensa spesso alla narrazione come qualcosa di legato al marketing o alla pubblicità. Ma in quali altri ambiti aziendali può essere determinante?
Le capacità narrative sono utili in qualsiasi ambito relazionale e professionale. Tuttavia, prima dell’aspetto aziendale, credo sia opportuno sviluppare una propria curiosità personale nei confronti delle narrazioni.
Appassionarsi e conoscere il potere delle storie ci aiuta a trovare nuovi punti di vista nelle cose, a capire i bisogni degli altri e perfino a indirizzarci nelle nostre scelte.
Tanto per fare alcuni esempi: conoscere i desideri e i bisogni di un personaggio ci stimola a tenere conto dei desideri e dei bisogni dei nostri interlocutori. Sapere che il protagonista di una storia agisce in base ai propri valori o sapere che alla fine del suo viaggio è cambiato, sono spunti in grado di ispirarci nel trattare con le persone, oltre che essere di ispirazione per noi stessi.

Molti leader sono abituati a comunicare in modo diretto e pragmatico. Come potrebbe cambiare l’approccio di un manager se imparasse a “raccontare” anziché semplicemente “dire”?
Quando raccontiamo una storia, stimoliamo negli altri il potere dell’immaginazione e dell’immedesimazione. Attraverso questi due poteri, si crea un rapporto di fiducia e di apertura. Ma non solo: se un manager impara a utilizzare il potere delle storie, impara a capire di più se stesso e gli altri. Credo che raccontare storie sia un modo per avvicinare le due parti in causa: chi parla e chi ascolta, chi ha un messaggio da veicolare e chi sta cercando un messaggio da accogliere.
La narrazione aiuta a empatizzare, e il manager che sa raccontare ha più probabilità di entrare in connessione con chi ha di fronte. Se entra in connessione con i suoi interlocutori ha maggiori probabilità di farsi seguire e di ispirare gli altri.
In un’epoca in cui siamo sommersi da informazioni e comunicazioni digitali, perché è ancora più importante oggi saper raccontare e sapersi raccontare?
Uno degli obiettivi di noi umani è differenziarci, renderci unici rispetto ai nostri simili. Fa parte di noi. Ancora prima di vendere i nostri prodotti o le nostre abilità/conoscenze, vogliamo essere visti, apprezzati, amati e capiti per quello che siamo. Credo che lo strumento più efficace, emozionante e duraturo sia utilizzare una comunicazione narrativa dal carattere etico, personale e autentico.
