| 

Costruire il futuro partendo dalle persone: la trasformazione di Norit Italia

Negli ultimi anni molte organizzazioni si sono trovate ad affrontare una sfida comune: riuscire a evolvere senza perdere la propria identità. Un equilibrio ancora più delicato per le realtà italiane che fanno parte di gruppi multinazionali, dove alla necessità di rispondere alle esigenze del mercato locale si affianca quella di lavorare all’interno di processi, valori e strategie condivise a livello internazionale.

È in questo scenario che si inserisce il percorso di Norit Italia, una realtà specializzata in un settore altamente tecnico come quello del carbone attivo, che negli ultimi anni ha vissuto importanti cambiamenti legati al ricambio generazionale, allo sviluppo delle competenze interne e alla crescita delle proprie persone, attraverso percorsi di selezione, formazione e sviluppo del personale.

Una trasformazione che ha richiesto non solo nuovi inserimenti, ma anche la capacità di accompagnare manager e collaboratori in una fase di trasformazione, creando le condizioni affinché competenze, valori e modalità di collaborazione potessero continuare a evolvere insieme all’azienda.

Di questo abbiamo parlato con Fabio Fabbri, Amministratore Delegato di Norit Italia, che ci ha raccontato il valore di investire sulle persone, le sfide di guidare una sede italiana all’interno di un gruppo internazionale e il contributo che un partner esterno può offrire nei percorsi di selezione, formazione e sviluppo.

L’esperienza di Norit Italia raccontata da Fabio Fabbri

La vostra è una realtà italiana di dimensioni contenute, ma inserita in un gruppo multinazionale attivo in un settore molto specifico, come quello del carbone attivo. Che cosa significa, oggi, guidare una sede locale inserita in un contesto internazionale strutturato?

È molto importante sapersi ritagliare una propria autonomia gestionale, pur rimanendo conformi al contesto internazionale, in quanto le dinamiche del mercato italiano e le normative stesse sono molto diverse dal contesto internazionale che in questo caso è americano.

Il recupero dei carboni attivi esausti si configura in un processo di economia circolare che ha delle dinamiche e delle regole molto diverse da quelle americane; tuttavia, occorre rimanere ben saldi alle procedure aziendali interne di tipo internazionale americano.

In questi anni avete investito molto sulle persone, sia attraverso percorsi di selezione sia attraverso progetti formativi ed esperienziali. Da quali bisogni aziendali è nata questa attenzione?

Per noi le persone fanno parte dei nostri valori e ricerchiamo persone che siano in linea con i nostri valori – umiltà, integrità, passione per il lavoro, voglia di imparare e di migliorare continuamente.

Quanto contano i valori nella vita di un’azienda? Ne abbiamo parlato con Davide Cortesi.

C’è stato un vero e proprio ricambio generazionale in questi ultimi anni, sono cambiati cinque operatori turnisti su sei ed anche all’interno del team manageriale ci sono stati degli avvicendamenti legati all’età anagrafica. Dunque, anche la formazione è un aspetto molto importante del nostro essere e pertanto va coltivata con continuità.

Quando avete iniziato a collaborare con SCR, che cosa cercavate in un partner esterno? E che cosa avete trovato poi, lavorando insieme su diversi progetti?

Direi proprio che abbiamo trovato quello che stavamo cercando, ovvero competenze molto specifiche in ambito di formazione manageriale e nella ricerca e selezione del personale.

Con SCR avete affrontato diverse ricerche di personale per profili operativi e tecnici, spesso investendo anche su risorse di potenziale, da far crescere. In selezioni di questo tipo, che cosa fa davvero la differenza nei candidati, oltre alle competenze tecniche?

Molto importante è la passione per il lavoro e la voglia di imparare e di mettersi in gioco all’interno di un team che ti supporta e ti motiva giorno per giorno. Come dicevo prima, deve avere dentro di sé i nostri valori, solo così la scommessa è vincente.

Negli ultimi anni, hai partecipato, insieme ad alcuni vostri manager, alla Scuola per Equilibristi Sognatori, un percorso formativo molto esperienziale e diverso dai format tradizionali. Che cosa vi siete portati a casa da questa esperienza?

Ci siamo portati a casa davvero tanto, sia dal punto di vista di strumenti pratici da utilizzare nella gestione quotidiana dei collaboratori sia anche dal punto di vista fisico legato sia alle buone prassi di alimentazione che di esercizio fisico vero e proprio.

Nel 2025 avete scelto di vivere con SCR anche un’esperienza di Team Cooking, ovvero un Team Building in cucina. Al di là del momento conviviale, che valore ha avuto per il vostro team uscire dal contesto abituale e lavorare insieme in una situazione diversa?

Il nostro team è rimasto molto entusiasta di quella esperienza, che ha consentito di essere, per una giornata, tutti allo stesso livello “con le mani in pasta”, fuori dai tradizionali schemi aziendali. L’unico obiettivo era di realizzare un ottimo piatto ed un altrettanto ottimo impiattamento per il servizio ai tavoli.

Rivivi un altro evento aziendale nell’articolo “Una ricetta per fare squadra: il Team Cooking Natalizio di EVER”

Guardando al percorso fatto finora, che consiglio darebbe a un’altra piccola realtà inserita in un gruppo più grande, che oggi vuole investire sulle proprie persone?

Consiglierei senza dubbio di rivolgersi a SCR che ha collaboratori estremamente qualificati sia in ambito di formazione manageriale che in quello della ricerca e selezione del personale.