Non si tratta di un modello … da sfilata ma di un modello di gestione innovativo di cui le nostre imprese hanno sempre più bisogno.

Ho messo assieme indizi, informazioni, esigenze che vengono dall’esperienza a fianco degli imprenditori delle nostre piccole e medie imprese, assieme al racconto delle esperienze professionali maturate da manager e consulenti.

L’esigenza di ottimizzare, ridurre gli sprechi, rendere sempre più efficienti i processi, sta diventando sempre più focale anche e soprattutto per le nostre piccole e medie imprese sempre più proiettate verso mercati internazionali e con il bisogno di trovare uno spazio proprio, una propria collocazione e identità in un mercato globale incerto e competitivo.

I vertici aziendali, seppur consapevoli della necessità di inserire all’interno dell’azienda competenze relative all’analisi dei processi, alla determinazione dei flussi, all’organizzazione e alla re-ingegnerizzazione, sono altresì spaventati dall’idea che questa maggiore “formalizzazione” dei processi, questa minore libertà nella gestione delle attività equivalga alla perdita di flessibilità.

Le PMI sono infatti in grado di competere con le grandi organizzazioni nel mercato globale grazie soprattutto alla capacità di porsi nei confronti del cliente come “artigiani”, in grado di customizzare soluzioni, innovare rapidamente, cogliere opportunità e investire sul cliente anche quando questi non è in grado di garantire fatturati stellari.

Spaventano molto i manager o i consulenti che provengono da realtà dimensionalmente, strutturalmente e organizzativamente così diverse dalle realtà dimensionali medie e dalla cultura della “cura del cliente” prima di tutto. I vertici o la proprietà aziendale non riconoscono il linguaggio, non accettano l’approccio preconfezionato. Insomma, non vogliono una medicina che curi ma uno stile di vita che aiuti a mantenere salute e che sia in grado di valorizzare ciò che di buono e di caratteristico c’è.

E’ pur vero che le esperienze migliori in ambito re-ingegnerizzazione di processi e valutazione degli aspetti tecnico/economici come di un tutt’uno imprescindibile, sono classicamente maturate in contesti strutturati di grandi dimensioni. E allora come avvicinare le parti?

AAA si cercano professionisti che siano in grado di dialogare con il linguaggio della PMI, che apprezzino anche le contraddizioni insite in una produzione che deve essere al contempo flessibile ed organizzata, che apprezzino lo stile a metà strada tra industria e artigianato e che sappiano trovare la giusta “quadratura del cerchio”.

Innanzi tutto, come spesso accade, la passione e la motivazione aiutano molto. Ho visto tanti manager che si “riciclano” nelle PMI o nelle aziende cosiddette padronali, senza apprezzarle, non riuscendo a comprenderle e valorizzarle.

AAA, si cercano quindi professionisti che vogliano accompagnare le nostre imprese verso il futuro senza biasimare il loro passato, senza interpretare la loro cultura come un vincolo e un limite.

Studiamo un nuovo modello di impresa assieme, tutti attorno a un tavolo, chiediamo ai nostri imprenditori cosa vogliono, cosa cercano e cosa dovrebbe avere il professionista per affidargli lo sviluppo di competenze organizzative. Suggerimenti?

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.