Riceviamo sempre più spesso la richiesta di effettuare il colloquio di selezione tramite skype, strumento che senz’altro riduce i problemi logistici che sempre più frequentemente si possono incontrare.

Fare un viaggio di 3/4 ore per raggiungere la sede della società di selezione, o dell’azienda, significa investire un’intera giornata per fare un colloquio, quando poi ci si trova da una parte all’altra dell’Italia, o in un’altra nazione, Skype può rappresentare senz’altro una soluzione che consente di “conoscersi” quando altrimenti sarebbe impossibile farlo, se non a fronte di un costo, in termini di tempo e di denaro, difficilmente sostenibile.

Rimango però a volte stupita della generale tendenza ad attribuire lo stesso valore ad un colloquio effettuato vis a vis rispetto ad un colloquio effettuato via skype, cosa che comporta la richiesta di poter utilizzare questa modalità anche a fronte di distanze “umanamente” percorribili.

Come ogni occasione di incontro il colloquio via skype può essere gestito nelle più svariate maniere e con modalità che finiscono inevitabilmente per raccontare qualcosa di noi al nostro interlocutore. Nel corso della mia storia professionale mi sono capitate alcune situazioni che mi hanno particolarmente stupito:

  • il candidato utilizza il cellulare così che può liberamente passeggiare in centro nella pausa pranzo, suoni, rumori e un discreto movimento ondulatorio accompagnano il colloquio
  • nel corso del colloquio il candidato si accende una sigaretta… in effetti a chi da fastidio, centinaia di km ci separano!
  • Non potendo lasciare il posto di lavoro il candidato decide di nascondersi in bagno… certo che deve sussurrare per non attirare l’attenzione dei colleghi o del suo responsabile
  • Per condividere l’esperienza il candidato/a sceglie di effettuare il colloquio in cucina, con la moglie o il marito che nel frattempo sfornella e i bambini che ogni tanto compiano ai lati del monitor
  • Candidato in casa, tardo pomeriggio. Perché non approfittarne per mettersi in pigiama?
  • Il candidato sceglie come luogo per il colloquio l’auto, sollevando dubbi su una possibile relazione clandestina!

Al di là di queste particolari situazioni che impongono a chi deve gestire il percorso selettivo di chiedere un nuovo appuntamento, possibilmente in un contesto adeguato, o capire che l’interesse della persona nei confronti della posizione offerta non sia altissimo, credo sia opportuno da una parte capire il perché arrivi sempre più frequentemente questa richiesta e perché, d’altra parte, chi fa selezione cerchi, quando possibile di INCONTRARE la persona.

Negli ultimi anni si stanno testando/provando soluzioni informatiche e strumenti che sembrano voler ridurre la componente umana del percorso selettivo. Un software o un test sembra possano sostituire il selezionatore … se questo è il messaggio che arriva a chi deve sostenere un colloquio diventa legittima la richiesta di non fare troppa strada!

Molto spesso mi capita di confrontarmi con candidati che hanno fatto lunghi viaggi per sostenere un colloquio della durata di 20 minuti, di non aver trovato spazio per raccontare il proprio percorso professionale o poter spiegare il perché del proprio interesse nei confronti di quella posizione o di quel contesto lavorativo … per sentirsi dire le faremo sapere e spesso non sapere niente.

Recentemente ho incontrato un candidato che mi aveva richiesto la possibilità di fare un colloquio via skype, a cui avevo frettolosamente risposto, anche seccata dall’aver vissuto recenti episodi come quelli citati, che non era possibile. A quel punto al candidato non è rimasta altra possibilità, se voleva partecipare al percorso selettivo, di presentarsi in sede.

Il nostro colloquio è durato circa due ore, la persona ha avuto modo di raccontarsi, di spiegarmi il suo modo di interpretare il ruolo che stava ricoprendo, i suoi interessi e le sue aspettative … tant’è che a un certo punto gli ho chiesto il motivo per cui aveva proposto il colloquio via skype. Mi ha raccontato che nelle sue ultime esperienze il colloquio si era limitato a una serie di domande: fai questo o fai quello? Coordini delle persone? Il candidato non riusciva a capire come il selezionatore potesse da lì dedurre se SAPEVA veramente fare una cosa e come fosse di in grado, dato che già lo faceva, di gestire un team di lavoro. Come non dargli ragione?

D’altra parte rimane vero che anche se ben gestito, e quindi con serietà da entrambe le parti, il colloquio via skype rende più difficile il fluire della comunicazione, lo stabilirsi di una relazione, il cogliere alcune sfumature nell’approccio relazionale del proprio interlocutore.

Mi capita raramente di prendere una posizione del tipo bianco o nero, quindi ben venga il colloquio via skype quando l’incontro di persona risulta troppo difficile o pressoché impossibile, mentre scrivo mi vengono in mente diversi colloqui fatti con persone che si trovavano in un altro continente!

Ricordiamoci sempre però che le persone e i percorsi professionali e personali hanno mille sfaccettature, che gestire un colloquio di selezione significa porre attenzione all’individualità, significa approfondire, comprendere e verificare prima di poter valutare. Il colloquio rimane il contesto principale in cui i vari elementi raccolti da diverse tipologie di strumenti che si sono utilizzati (questionari, test di personalità, attitudinali …) si completano tra loro. Rimane il momento in cui si chiariscono le motivazioni delle scelte formative e professionali, si capiscono le aspettative e le motivazioni ….

Skype si o Skype no? A ciascuno le proprie valutazioni.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.