Le parole sono veramente importanti e condizionano pesantemente il nostro agire. Per loro stessa natura traducono concetti complessi in elementi finiti, secchi e immutabili che li devono rappresentare e non sempre lo fanno bene!

In questa riflessione mi voglio concentrare su uno degli effetti che ha avuto ed ha tutt’ora l’aver racchiuso e banalizzato un periodo storico/economico di oltre dieci anni nella parola CRISI. L’effetto è quello di aver reso immutabile, agli occhi di molti, questo periodo. Quando non è pensato e sentito come immutabile, questo periodo viene comunque raccontato per macro-evoluzioni, come quando si raccontano ere preistoriche o si riassume la storia di millenni in poche pagine di Bignami. Pare che si viva nell’ “Era Crisozoica”, un’epoca nuova che aveva un prima e che prima o poi avrà un dopo. Uno degli effetti è quello che non ci si accorge che tutto cambia e che oggi è diverso da ieri e ieri dall’altro ieri. Soprattutto, non si prefigurano piccoli cambiamenti del futuro, perché si sta in attesa dell’evento che faccia fare lo switch-off, quello che veramente, a parte proclami politici, faccia dire che siamo fuori dalla crisi!

Nel frattempo, questa miope incapacità di cogliere le sfumature che è di molti non permette di leggere la realtà per quella che è e quindi mettere in atto efficaci azioni mirate al presente e all’immediato futuro.

Un esempio? Tutti i giorni ormai da diversi mesi ci scontriamo con la difficoltà nel far arrivare a buon fine la domanda e l’offerta in termini di ricerca e selezione del personale. Le aziende ricercano figure altamente specializzate che in tempi rapidi siano in grado di portare valore aggiunto al business dato che il business c’è eccome!.

Qualcuno pare stupirsi di questa “novità” e la legge come un evento aziendale e non come un evento che coinvolge tutto il mercato e quindi anche i competitor. Questa lettura, figlia anch’essa dell’idea che l’era in cui viviamo è ancora quella del crisozoico, mette alcune imprese nella condizione di ritenersi un’isola felice a cui qualsiasi navigante in preda alla burrasca vorrebbe attraccare, a qualsiasi condizione. I naviganti in questione: manager, tecnici e commerciali altamente qualificati invece navigano in mari piuttosto tranquilli e vedono isole nuove all’orizzonte continuamente. Essi allora si pongono nella condizione di vedere quale isola è la migliore per attraccare e costruire un pezzo di vita professionale.

Gli imprenditori che immaginano di essere ancora tra i pochi ad avere opportunità di attracco da offrire, non si preoccupano di accendere il faro, di preparare il miglior porto, di costruire strade che facilitino l’ingresso al centro, al cuore della loro isola, anzi! Partendo dal presupposto di essere appetibili a prescindere, finiscono per tentare la strada più conveniente, riducendo al minimo l’impatto di queste operazioni di sbarco. La trattativa quindi, si arena. Noi che stiamo nel mezzo, che cerchiamo di trovare l’isola giusta e il giusto navigante, ci vediamo costretti a dover togliere la polvere dalle banchine, a colorare i pali e far capire che la forma non parte delle migliori .. ma la sostanza c’è!

Poi però la nostra parola nulla può quando l’isola è vicinissima e non è bello ciò che si vede. Soprattutto, nulla può la nostra parola quando ormai il navigante sta facendo marcia indietro ed improvvisamente l’isola prova a rendersi più attraente, finendo quasi per svilire ancor di più sé stessa e la sua vera essenza, mostrandosi effimera e quindi rischiando di apparire bugiarda. Non penso di dover aggiungere altro a questa suggestione. Ritengo che chiunque ci possa leggere un pezzo della propria esperienza o trovare qualche assonanza con alcuni difetti d’impostazione.

Le imprese che sapranno capire cosa anima il cuore e le menti dei naviganti e sapranno lavorare veramente sulla propria struttura e non solo “di pennello” sapranno attirare i migliori. Noi, intermediari di questo incontro, dobbiamo tornare al nostro ruolo che è quello di saper raccontare bene ciò che c’è e, per chi ne ha le competenze,  lavorare assieme all’impresa per costruire una nuova isola, bella per chi vorrà abitarci e per chi già c’è.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.