Volevo raccontarvi la mia piccola storia, non tanto perché sia particolarmente interessante ma perché credo possa accumunare l’esperienza di molti in questo periodo.

Ho 45 anni, Imolese DOC due bimbe meravigliose e una casa carina che io e mia moglie abbiamo cercato, voluto e sudato!

Sono appassionato di calcio, da sempre abbonato al Bologna e, da buon Imolese, mi piace scorazzare su e giù per le nostre colline con la mia moto. Mia moglie mi ha fatto una testa tanta e ora vado più piano…a volte!

Le mie figlie hanno 3 e 7 anni e vederle crescere, divertirsi e imparare è per me una fonte di gioia e soddisfazione. Sembrerà patetico ma tutti i giovedì sera mi ritrovo con gli amici di sempre per un calcetto o una pizza. Ultimamente la compagnia non è più così consistente perché alcuni sono sempre più spesso in trasferta per lavoro, altri fanno orari folli fino a sera tardi, altri ancora non sono dell’umore perché le cose in azienda non vanno benissimo.

E veniamo alle note più dolenti. Da 10 anni lavoro nella stessa organizzazione, una media azienda nel settore plastico come responsabile marketing e sviluppo prodotto. La mia azienda di recente è stata acquisita e tutti gli uffici verranno trasferiti a Torino. Sono uno di quei lavoratori che, come va di moda dire oggi, non si devono lamentare, almeno io un lavoro ce l’ho e pagato il giusto. Devo però decidere come stravolgere la mia vita. Perché comunque la dovrò stravolgere…

Primo cambiamento imposto da questa situazione è immaginarmi fuori dall’azienda, non ci avevo mai pensato perché mi piace quello che faccio, per chi lo faccio e chi mi sta attorno mentre lavoro. Ho iniziato a guardarmi intorno ma al momento non vedo grandi prospettive e le pochissime offerte che ho ricevuto erano tutte posizionate su un livello economico sostanzialmente inferiore rispetto a quello che percepisco oggi e io devo far fronte alle spese dell’asilo, del mutuo, della vita insomma che ci siamo costruiti.

Posso decidere di chiedere alla mia famiglia di rinunciare a tante cose pur di avermi vicino, a casa tutte le sere o quasi come siamo abituati, ma per contro sentirei di aver fallito come uomo e come lavoratore, di non essere riuscito a valorizzare tutto quanto fatto in questi anni, tutta la passione, l’impegno e la creatività che ho messo nel mio lavoro anche senza essere un top manager, si intende.

Posso accettare il posto su Torino, fare il pendolare dal lunedì al venerdì, tornare a casa il venerdì notte quando i bambini già dormono e ripartire per Torino prima dell’alba del lunedì per dormire almeno tre notti con mia moglie accanto. Finito il tempo per veder crescere le mie bambine e condividere con loro la quotidianità, finiti i sogni di famiglia unita che ama il contatto fisico e la presenza, non parliamo poi di amici e hobby, non avrei nemmeno le forze! Magari la moto la porto a Torino.

Posso portare tutti a Torino con me. Mia moglie se glielo chiedessi non mi direbbe di no. Energica e positiva com’è caricherebbe tutto su un carretto e con un sorriso si lascerebbe il paese alle spalle. Forse è la soluzione che fa meno male a me e a lei ma non sono sicuro che farebbe la felicità delle mie figlie. La vita famigliare per noi è una concetto ampio fatto di tutte le relazioni che ci siamo costruiti: i nonni, gli zii, i bimbi dei vicini, le maestre, i cuginetti, il parco dell’autodromo con le bici nuove fiammanti!.

Non è l’unico modo di vivere lo so, non sono l’unico a doversi spostare per lavoro, lo vedo anche nei miei amici questo cambiamento repentino. Però è quello che avevo immaginato per noi e quello che abbiamo voluto e ci siamo costruiti. Non è l’opportunità di un cambiamento che mi spaventa ma la mancanza di alternative. In azienda il consulente che ci segue per questa fusione mi ha consigliato di non vedere ogni scelta come definitiva e immodificabile ma di iniziare una strada e poi vedere come evolve. Per me questo significa vivere il presente senza pianificare il futuro e senza preparare il proprio domani e quello dei proprio figli. Vivere alla giornata insomma. Mio babbo non mi ha insegnato così, ci dovrò riflettere.

Vi farò sapere

Un caro saluto

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.