Quando si parla di team vincenti ultimamente (a dire il vero negli ultimi anni..) pare difficile non pensare o non fare riferimento alla Juventus. Gli eventi formativi aziendali sono carichi di riferimenti a team sportivi di successo per spiegare le dinamiche di gruppo e cosa permette l’espressione di performance…. Indelebili (come le chiamerebbe una mia azienda cliente del mondo delle vernici).

Per spiegare concetti quali quelli dell’importanza della coesione, della motivazione, della guida dei gruppi, si fa riferimento spesso alla gestione dello spogliatoio. La Juve viene sempre nominata quando si deve far capire agli imprenditori, ai manager e a tutti coloro che gestiscono risorse, che è troppo facile vincere avendo in squadra solo campioni mentre invece la forza di un leader è quella di ottenere il massimo da persone “normali” con competenze “normali” e potenzialità “normali”. Sempre per spiegare che la gestione del gruppo è fondamentale e che il leader ha grandi responsabilità, si fa riferimento spesso (purtroppo per i suoi tifosi) agli scarsi risultati ottenuti dall’Inter, squadra imbottita di campioni ma vuota di trofei.

Gli imprenditori e i manager di primo livello in azienda sono molto contenti quando possono offrire ai loro manager intermedi (capireparto, responsabili di funzione, capiarea, Project manager ecce cc) una formazione che li responsabilizzi, che gli faccia capire che una squadra seppur potenzialmente vincente non potrà mai vincere senza un buon allenatore. E soprattutto, che se la squadra è vincente a prescindere dall’allenatore, allora forse il ruolo dell’allenatore per quel team non è importante oppure, più probabile, all’interno del team c’è un “allenatore occulto” al quale i giocatori si riferiscono per far fronte alle mancanze del titolare ufficiale della posizione.

Questa formazione che concentra l’attenzione sul rapporto tra leader e collaboratori è rassicurante per il top management ma in realtà parziale e nemmeno del tutto corretta.

Andando ad analizzare i motivi del successo della Juventus di questi anni, pensiamo veramente ci si possa fermare al rapporto tra Conte prima e Allegri poi e i suoi giocatori?

In realtà la leadership parte da più in alto e da più “lontano” rispetto alle dinamiche quotidiane della partita, allenamenti, risultati. La dirigenza, la Presidenza, la direzione tecnica, la proprietà insomma tutti coloro che operano su fronti molto lontani dalla partita, devono lavorare per un obiettivo più grande, anche in antitesi con gli obiettivi dei singoli giocatori, della squadra di quell’anno o dell’allenatore di turno. Devono insomma rappresentarsi un “sogno”, un obiettivo grande di lungo respiro che si traduca poi in investimenti, azioni, cultura, atteggiamenti, comportamenti e ambizioni.

Gli attori in prima linea sul campo, quelli che firmano gli autografi e vanno in tv quasi non si accorgono di quello che la direzione crea per loro, a parte quando manca o quando provengono da realtà dove questo “sottofondo” favorente non c’era. E’ un po’ come dare per scontato il riscaldamento quando d’inverno sei a scuola e stai facendo lezione. Quando si rompono i termosifoni però ti accorgi di quanto le condizioni esterne influenzano la tua capacità di apprendere, stare concentrato, imparare.

Noi formatori dovremmo essere onesti con i nostri committenti e metterli di fronte alle loro responsabilità ancor prima di calarci dentro lo spogliatoio e formare o scegliere l’allenatore e i giocatori. Cambiare allenatore è semplice, creare i presupposti affinché tutta l’organizzazione, come un unico essere vivente, possa esprimere il massimo delle potenzialità di ciascuno è un percorso lento, complesso e difficile che occorre affrontare con coraggio e determinazione: le vere doti di un leader.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.