In questi ultimi anni la crisi ed il crescente costo del lavoro hanno spinto le aziende italiane a scegliere di effettuare dei tagli al proprio staff. Tuttavia, sembrano emergere settori lavorativi che, al contrario, stanno vivendo un’espansione ed una crescita della remunerazione, come quello del digitale piuttosto che del turismo e della cultura, della finanza, della salute, dell’energia e della produzione Made in Italy – moda, lusso, agroalimentare. Hanno riacquistato importanza i “mestieri artigianali” come cuochi, sarti o falegnami e qualcosa comincia a muoversi anche nel settore della ristorazione ed alberghiero.

Il grande emergente degli ultimi anni è il settore digitale che si sta espandendo velocemente e nel quale i giovani possono trovare posizioni lavorative stimolanti e con discrete retribuzioni, ai quali si aprono prospettive di carriera all’interno delle Direzioni Marketing e Commerciale, poiché, in questo campo, contano soprattutto le competenze tecniche.

Le quattro figure professionali maggiormente in ascesa:

  • web marketing manager – responsabile delle strategie di marketing aziendale attraverso i nuovi mezzi informatici e social;
  • e – commerce manager – addetto alle vendite online
  • seo (search engine optimization)manager – responsabile del posizionamento dell’azienda nel mondo virtuale
  • community manager – rafforza la comunità dei clienti attraverso i social network e monitora la brand reputation dell’azienda sul web.

Una causa evidente della forte crescita del settore digitale è che, grazie alle nuove tecnologie, le reazioni dei consumatori sono più dirette ed immediate; stanno nascendo nuove imprese digitali, come quelle di vendita online.

Un altro profilo emergente è quello del food&beverage manager, responsabile di un’attività di ristorazione che cura la gestione dei costi, del budget a disposizione, degli eventi e dalla customer satisfaction; in questo campo è fondamentale un’ottima conoscenza della lingua inglese ed un’ottima capacità di instaurare buone relazioni interpersonali. Una figura di questo tipo può arrivare ad occupare il ruolo di Direttore di Hotel.

Il settore scientifico resta comunque attivo: aumentano le domande per ruoli come il product specialist – laureati ad indirizzo scientifico che si occupano degli aspetti tecnici e commerciali dei prodotti per l’assistenza e la cura della persona – e medical advisor – laureati in medicina e chirurgia responsabili delle attività di ricerca in una specifica area terapeutica in studi clinici e farmacie.

In rapida crescita anche l’export manager,una delle figure oggi più ricercate dalle aziende di qualsiasi settore e dimensione, per le quali si è disposti a pagare molto bene poiché è diventato il “motore” delle esportazioni: studia come e dove vendere un prodotto all’estero, cerca nuovi clienti e concorrenti e stringe alleanze a livello locale. Solitamente sono laureati in discipline economiche che hanno competenze tecniche sul prodotto e sulla vendita in campo internazionale, serve una buona conoscenza di più lingue e disponibilità e viaggiare.

I liberi professionisti oggi rappresentano ancora una buona fetta di lavoratori in Italia ma è complicato stabilire quanto guadagnano poiché ci sono troppe variabili da mettere in conto. Se non basta, c’è sempre la politica.

La situazione economica attuale ha messo in bilico anche l’importanza della laurea; se fino a qualche anno fa veniva considerata indispensabile per avere una buona carriera lavorativa, attualmente viene vista come inutile perché molti neolaureati non riescono comunque a trovare un lavoro. Tuttavia, Andrea Cammelli, presidente di Almalaurea – consorzio che monitora l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro – evidenzia come la laurea rimanga comunque un forte investimento per i giovani contro la disoccupazione in Italia ed in Europa. A sostegno di questa sua dichiarazione, la documentazione più recente dice che i laureati godrebbero di un tasso di occupazione più elevato di circa 12 punti percentuali rispetto ai diplomati, in più, la laurea potrebbe garantire stipendi più alti nel tempo. Ma molti corsi di laurea non rispondono alle esigenze delle aziende, alcune di questi non sono sfruttabili perché manca il tessuto imprenditoriale adatto oppure un adeguato sviluppo di quel settore. Questo potrebbe essere uno dei tanti motivi che spiegano la “fuga di cervelli” all’estero.

Queste evidenze portano ad una domanda: quali sono le lauree su cui puntare per entrare da subito nel mondo del lavoro?

Gli indirizzi scientifici sembrano rendere, generalmente, di più di quelli umanistici. I risultati di un’indagine effettuata dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti confermano che ingegneria ed economiahanno un valore aggiunto più alto a parità di tutte le altre condizioni.

Giurisprudenza e medicina sono i corsi di laurea su quali incide maggiormente l’origine familiare, è più facile che un figlio di avvocati o medici scelga queste facoltà.

http://www.almalaurea.it/sites/almalaurea.it/files/docs/universita/occupazione/occupazione11/sintesi_andrea_cammelli.pdf

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.