Spesso i riconoscimenti sul posto di lavoro vengono visti come una tipologia di soft skills adibita unicamente alle figure HR (sempre se presenti) ma che non fanno parte della cultura organizzativa della maggior parte delle imprese.

Eppure uno studio dall’Office Team dimostra come la mancanza di riconoscimenti sul posto di lavoro porterebbe ben 2/3 dei lavoratori a lasciare il proprio impiego.

Lo studio condotto su un campione di più di 750 lavoratori e 600 manager di Stati Uniti e Canada porta alla luce alcuni numeri importanti in merito a quella che forse non è poi una questione così “soft”:

  • Il 66% dei lavoratori affermano che lascerebbero il loro lavoro se non si sentissero apprezzati. Percentuale in forte aumento dal 2012 quando solo il 51% dei lavoratori affermava la stessa cosa.
  • Tra i millennials la percentuale di lavoratori disposti a lasciare il lavoro in mancanza di riconoscimenti sale a ben 76%, spiegando anche il salto avvenuto dal 2012 visto che i millennials stanno diventando la generazione dominate sul luogo di lavoro.
  • Dal punto di vista dei manager, il 54% dei dirigenti pensa sia comune per i lavoratori lasciare il posto di lavoro in mancanza di riconoscimenti. Certo la cifra è ragionevole ma è ancora ben lontana dalla percezione del 76% dei millennials lavoratori.

Se questi dati possono spingere a riflettere sull’importanza dei riconoscimenti sul luogo di lavoro, l’indagine ha anche voluto sottolineare come non tutti i modi per dire grazie aiutino a far sentire i lavoratori apprezzati e considerati. Tramite tale studio, infatti, sono stati raccolti alcuni dei regali più strani ricevuti dai lavoratori per il proprio lavoro, ad esempio: un paio di calzini, una chiave dorata per aprire la porta di un bagno inesistente, una card regalo scaduta, un filone di pane e per finire della carne di cacciagione.

Come ci si potrà immaginare (salvo per alcune rare eccezioni) sono altri i riconoscimenti apprezzati dalla maggior parte dei lavoratori, tra cui:

– Riconoscimenti economici: restano al primo posto i riconoscimenti monetari con un voto di 4,27 su 5 da parte dei lavoratori e 4,34 dai manager.

– Ferie pagate: il tempo segue a ruota i riconoscimenti monetari con un voto di 4,23 per i lavoratori e 4,32 per i manager.

– Ringraziamenti di persona: ricevere un ringraziamento di persona ha sempre il suo valore e si aggiudica il terzo posto con un voto di 3.92 per i lavoratori e per i manager.

In conclusione, è vero che i riconoscimenti economici restano al primo posto, ma questo non significa che le aziende debbano necessariamente utilizzare grandi somme di denaro per premiare il lavoro dei propri dipendenti. Altri modi più semplici e meno costosi per dire grazie possono essere:

  • Dire semplicemente grazie
  • Riconoscere pubblicamente gli sforzi dei lavoratori e i successi ottenuti durante le riunioni
  • Tenere traccia del contributo di ciascun lavoratore per fare in modo che non si perdano col tempo
  • Incoraggiare lo sviluppo professionale facendoli partecipare a corsi o conferenze
  • Riconoscere le competenze di un lavoratore invitandolo a diventare mentore per gli altri
  • Celebrare il raggiungimento di risultati importanti o la conclusione di progetti tramite attività extra-lavorative

Infine, alcuni consigli pratici su cosa e cosa non fare quando si vuole riconoscere a parole il lavoro dei propri dipendenti:

  • Assicurarsi di essere sinceri e di collegare il riconoscimento con un risultato o un compito specifico.
  • Personalizzare la lode in base alle caratteristiche della persona. Alcuni apprezzano riconoscimenti in pubblico, mentre altri preferiscono un contesto privato.
  • Essere tempestivi, spesso è meglio un semplice ringraziamento nell’immediato piuttosto che aspettare fino alla prossima riunione.
  • Nel caso in cui si volesse premiare i lavoratori con un regalo è meglio che sia significativo. Spesso un regalo impersonale può essere più controproducente di nessun regalo.
  • Essere diretti.
  • Non esagerare con le lodi o potrebbero essere percepite dal lavoratore come una forzatura o come poco sincere.
  • Non essere generale. Dire solo che si è fatto un buon lavoro spesso non è sufficiente, i lavoratori apprezzano maggiormente un feedback positivo su ciò che hanno fatto e come lo hanno fatto.

Per maggiori informazioni l’articolo completo dell’Office Team: http://officeteam.rhi.mediaroom.com/2017-04-12-THANKS-BUT-NO-THANKS-Survey-Reveals-Strangest-Forms-of-Workplace-Recognition-Research-Also-Finds-Two-in-Three-Employees-Would-Leave-Their-Job-If-They-Didnt-Feel-Appreciated

Mentre per un riassunto delle principali informazioni vi rimandiamo all’Infografica: http://officeteam.rhi.mediaroom.com/file.php/1629/OfficeTeam_Employee_Recognition_Infographic_US_FINAL.jpg

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.