La notizia è stata trasmessa sulla piattaforma online de “La Stampa” dell’edizione del 3 febbraio 2014: essa tocca in particolare l’ambito dell’ergonomia fisico-ambientale. Con quest’ultima si fa riferimento alla disciplina che studia l’interazione tra uomo e gli elementi di un sistema fisico esterno, come può essere il luogo o la postazione di lavoro. Pertanto, curare l’ergonomia del luogo o della postazione di lavoro vuol dire studiare le caratteristiche dei due sistemi (umano e ambientale) per definire le migliori modalità di interazione, in termini di prestazione lavorativa, praticità e comfort. Nelle aziende della Silicon Valley, tra cui spuntano Google e Facebook, si sta diffondendo l’uso di lavorare con tavoli alti chiamati standing desk. Trattasi di piani di lavoro rialzati rispetto alle normali scrivanie: gli impiegati possono scegliere di lavorare in piedi piuttosto che seduti (disponendo al limite di uno sgabello per far riposare le gambe). Presso Google l’introduzione di questi piani rialzati rientra nel wellness program pensato per il benessere dei collaboratori, una delle priorità dichiarate da questa celeberrima azienda. L’articolo riporta i molti vantaggi nel lavorare in piedi:
– Previene i mal di schiena;
– Aiuta nella lotta all’obesità e alle malattie legate al sovrappeso;
– Restare alzati aumenta la produttività del 10% (secondo una ricerca lettone citata dal quotidiano);
– Combatte la sonnolenza post-prandiale e favorisce la digestione
Il quotidiano ricorda tuttavia che non si è di fronte ad una novità assoluta, ma che già numerose ricerche hanno posto in evidenza la somiglianza tra i danni alla salute causati dal fumo e dallo stare seduti per molte ore al giorno. La notizia quindi mette in evidenza i vantaggi specifici del lavorare in piedi e il fatto che siano emersi non in contesti laboratoriali, ma in reali strutture di lavoro.
Un commento che si potrebbe fare sulla notizia riguarda la quantificazione dei vantaggi degli standing desks. Si è ancora in una fase di sperimentazione, o comunque, di prima implementazione. Perciò, come ogni intervento in ergonomia, sarebbe opportuno effettuarne una valutazione. Sono chiamati in causa più ambiti della psicologia del lavoro e dell’ergonomia stessa: a partire da quella fisico-ambientale arrivando all’ergonomia cognitiva. Se cambiano le strutture di lavoro e, almeno parzialmente, gli strumenti di lavoro negli uffici, sono prevedibili conseguenze a livello dell’ergonomia fisico-ambientale. Altre ricerche potrebbero invece indagare se e come cambia il mental demand e quale dinamica è responsabile del sopracitato aumento della produttività. Allargando maggiormente gli orizzonti si potrebbero anche fare domande di ricerca rispetto alle dinamiche di gruppo che si vengono a creare, interessando perciò l’ambito della psicologia sociale.
Infine è complesso valutare l’efficacia degli standing desk visto che alcune ricerche dovrebbero essere necessariamente di carattere longitudinale (per valutare i rischi dell’obesità) e dovrebbero chiamare in causa competenze e professionalità medico-sanitarie. Gli psicologi del lavoro, invece, potrebbero essere chiamati a valutare eventuali effetti sullo stress lavoro correlato, i comportamenti sociali di gruppo e il clima organizzativo.
I cambiamenti nei setting di lavoro meriterebbero di essere oggetto di studio non solo dei professionisti: la ricerca può vantare metodologie più rigorose e pertanto dati più attendibili rispetto ai singoli studi di caso. Il dialogo tra ricerca scientifico-accademica e mondo delle imprese può portare in conclusione importanti passi avanti, nell’ergonomia così come in altri campi. Ma questa è un’altra storia.

Bibliografia
Castagneri, L. (3 Febbraio 2014). La sedia non c’è più. Si lavora in piedi per essere più sani. La Stampa. Consultato il 9 Febbraio 2014, da http://www.lastampa.it/2014/02/03/societa/la-sedia-non-c-pi-si-lavora-in-piedi-per-essere-pi-sani-doZxZI60BxurTEGU8f9PRI/pagina.html

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.