All’interno dei contesti lavorativi vi sono alcuni argomenti tabù di cui, secondo il senso comune, sarebbe meglio non parlare, come religione e politica. Questi argomenti, infatti, vengono solitamente evitati poiché sono spesso associati a divergenze d’opinione che possono sfociare in veri e propri episodi di litigi o di discriminazione.

Eppure ci sono dei casi in cui evitare di toccare argomenti politici durante le pause lavorative diventa un vero e proprio percorso ad ostacoli, specialmente quando ci si ritrova in prossimità di elezioni politiche o quando vengono attuate delle riforme che generano un particolare interesse per la comunità.

Ma perché e soprattutto in che modo bisognerebbe parlare di politica nei contesti lavorativi?

L’articolo di Mutz e Mondak del 2006 ha dimostrato, tramite uno studio su un campione americano, come il contesto lavorativo sia, diversamente da quanto suggerisce il senso comune, il contesto che favorisce maggiormente un dialogo trasversale sugli argomenti politici in confronto ad altri contesti quali ad esempio associazione di volontariato, gruppo di amici, chiesa, vicinato o scuola. I risultati ottenuti da tale analisi non si sono limitati a dimostrate come in tali contesti questo tipo di conversazioni fossero le più frequenti ma piuttosto come in tali contesti ci fosse maggiore possibilità di stabilire delle conversazioni basate su ideologie e orientamenti politici eterogenei e che pertanto generavano un approfondimento ed una maggiore apertura verso tali argomenti.

Lo studio infatti, ha anche provato come i dialoghi politici nei contesti lavorativi siano quelli legati ad una maggiore comprensione delle motivazioni razionali dei pensieri politici differenti dai propri e, inoltre, entrando in contatto con opinioni e prospettive eterogenee, tipiche dei contesti lavorativi si verifica anche un aumento della tolleranza politica.

Questi benefici legati al contesto lavorativo sono dovuti ad una maggiore eterogeneità delle persone con cui è possibile confrontarsi rispetto ad altri contesti come la chiesa o i gruppi di volontariato o di amici a cui spesso le persone tendono ad affiliarsi proprio per similarità di pensiero ed ideologia.

Se si volesse però parlare di politica all’interno dei contesti lavorativi i manager dovrebbero tenere a mente alcune accortezze che sarebbe  bene applicare per evitare episodi di discriminazione sul luogo di lavoro.

  1. Stabilire un clima lavorativo sereno:

è importante che nel contesto lavorativo sia diffusa la consapevolezza che va bene parlare di argomenti politici, fintanto venga mantenuto un clima sereno e di rispetto reciproco.

  1. Dare il buon esempio:

per evitare di vedere la politica come un argomento tabu è importante che tali comunicazioni vengano approvate e incentivate da parte dei livelli dirigenziali più alti.

  1. Dimostrare di appartenere ad una compagnia aperta:

è importante sviluppare una cultura in cui persone con diversi tipi di ideologie politiche o religiose vengano incluse, in modo tale da favorire la diffusione di maggiore rispetto e apertura anche tra i collaboratori.

  1. Gestire le divergenze:

differenti prospettive politiche possono portare a delle divergenze tra i collaboratori. Quando tali divergenze sfociano in dialoghi troppo “accesi” non bisogna cercare di sopprimere la conversazione ma piuttosto ricordare l’importanza della diversità di pensiero e cercare di riportare il dialogo ad un tono più sano.

Per concludere, a volte il timore di essere giudicato da un proprio collega o da un superiore a causa delle proprie ideologie politiche impedisce di affrontare di certi argomenti sul luogo di lavoro ma è importante ricordarsi il valore che può avere una sana discussione con persone che hanno opinioni diverse dalle proprie, come esplicitato in questa citazione del filosofo ed economista Stuart Mill.

“ È quasi impossibile sovrastimare il valore del mettere gli esseri umani in contatto con altre persone dissimili da se stesse, e con modalità di pensiero e azione differenti da quelli con cui sono familiari.”

Principi di Economia Politica di Stuart Mill (1848)

Bibliografia:

Mutz, D. C., & Mondak, J. J. (2006). The workplace as a context for cross‐cutting political discourse. Journal of politics68(1), 140-155.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.