Vi racconto di una gita fuoriporta forse nella prima vera giornata di primavera di quest’anno. Sole, energia, confronti stimolanti e vecchie e nuove conoscenze.

L’Opificio Golinelli, che bella scoperta! Mi restano in mente le pareti bianche, gli open-space che hanno facilitato la vicinanza tra umanità esperta e umanità in formazione, i soffitti alti, il legno chiaro e gentile.

Lo dico apertamente: scrivo queste righe anche in omaggio ad Osvaldo perché so quanto ha pensato, voluto, sofferto e sudato questo evento. SCR è stato spettatore di questa fatica e di questa bruciante attesa mascherata dietro all’ironia che contraddistingue la sua persona.

Mi immagino i pensieri e le paure. Non so se siano veramente stati suoi, sarebbero sicuramente stati i miei al suo posto: personaggi che lo aspettano al varco, lui che non lesina “complimenti” quando nota artefizi o quando pensa che le parole espresse siano solo un modo per rendersi visibili e raccontare storie di plastica. Osvaldo che rompe gli schemi e che improvvisamente si trova proiettato in un film in bianco e nero, intrappolato egli stesso nel già visto e già sentito. Il rischio c’era.

E invece no. La mia personale esperienza di Nobilita è di un ambiente libero nel quale ognuno ha potuto cogliere e trattenere ciò che più era vicino alle proprie sensibilità e provenienze: chi può aver compreso la centralità del digital, chi può aver intuito il brillante futuro riservato a chi si muove veramente in modo etico e sostenibile, chi ha capito che l’utopia della fabbrica felice serve per disegnare passi concreti per avvicinare gli uomini al business e renderli artefici del proprio destino, chi infine ha potuto interrogarsi sui risvolti sociali della rivoluzione tecnologica e su scenari che vanno oltre i confini locali e nazionali.

Persone con tanto da raccontare, su tutti il Cav. Golinelli che ci ha fatto toccare con mano come l’idea di futuro e l’impegno per disegnarlo a misura d’uomo, non sia una questione anagrafica.

Mille altri spunti, mille altri punti di vista e altre priorità. E allora? Un filo conduttore c’è? Per me la risposta è no. Nobilitare il lavoro significa non dover per forza banalizzare, semplificare, far emergere solo macroconcetti perché rimangano impressi.

Il futuro che ci aspetta è sempre più complesso, avrà mille sfaccettature nuove e non potremo fare appello alla nostra esperienza per interpretarlo. Dovremo sempre più contaminarci, ascoltare e ascoltarci ed essere consapevoli che solo la nostra intelligenza e la nostra curiosità ci permetteranno di dirigere anziché subire o scoprire soluzioni quando ormai è troppo tardi.

Forse questo non-filo è il vero filo conduttore. O per lo meno è quello che ho colto io e probabilmente è diverso da quello che direbbero i tantissimi partecipanti. E questo, Osvaldo, è un gran bel risultato!

Alla prossima!!

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.