Ricoprire il ruolo di mentore per i nuovi arrivati all’interno di un’organizzazione è spesso considerato un fardello che solo i cuori più altruisti sono disposti a portare. Il mentoring , infatti, è spesso associato all’idea di una sequenza infinita di domande e di interruzioni da parte di un lavoratore meno esperto mentre si sta facendo il proprio lavoro ed a una doppia razione di problemi da dover risolvere.

In realtà, la letteratura scientifica (Ghosh e Reio, 2013) ha dimostrato che ricoprire il ruolo di mentore all’interno di un’organizzazione non solo porta benefici per il nuovo arrivato ma, anche, per la carriera del mentore stesso.

Ma che cos’è un mentore? E quali sono le sue funzioni?

Per spiegare quali sono le funzioni specifiche di un mentore organizzativo utilizzeremo l’immagine di maestro più iconica che esita: Mr. Myagi.

Tutti voi avrete presente il simpatico vecchietto dai capelli bianchi del film “Karate Kid”, ebbene sì, il famoso maestro di karate ricopre alla perfezione le tre funzioni principali di un buon mentore.

Prima di tutto, Mr. Myagi crea una relazione di rispetto e fiducia reciproca con il proprio allievo, lo aiuta ad aumentare la consapevolezza delle proprie competenze e dimostra la sua approvazione e il suo supporto sia in caso di successo sia di fallimento.

In altre parole fornisce supporto psicologico.

Oltre a ciò, tutti noi conosciamo la famosa frase “Dai la cera, togli la cera!”. Perfetto questo è un esempio di compito di lavoro sfidante, utile per aumentare le abilità del proprio allievo. Inoltre, è sempre il maestro ad iscrivere il suo allievo ad un  torneo di karate per mettere alla prova le sue capacità e la sua sicurezza. Questo viene definito supporto alla carriera.

Ultimo ma non meno importante, Mr. Miyagi mostra al suo allievo come comportarsi  fungendo da modello da seguire nei comportamenti e nell’integrità morale.

Questi aspetti rientrano nelle funzioni di “role modelling”.

Mr. Miyagi mette in atto, quindi, le principali funzioni che un buon mentore dovrebbe ricoprire.

Ma  cerchiamo di capire perché fare il mentore potrebbe portare benefici anche per chi non è il miglior maestro di karate di tutti i tempi.

Innanzitutto, grazie alle funzioni ricoperte, i mentori hanno la tendenza a tenere sempre aggiornate le proprie conoscenze per trasmetterle all’allievo, favorendo di conseguenza i  personali successi organizzativi.

Inoltre, incentivando il coinvolgimento psicologico ed emotivo del proprio allievo nei confronti dell’organizzazione, il mentore stesso sviluppa un maggiore attaccamento e impegno verso di essa.

In ultimo, fungere da modello per i propri allievi porta i mentori a mostrare comportamenti, valori e attitudini in grado di incrementare le proprie performance organizzative.

In conclusione, ricoprire le tre funzioni principali del mentore in modo efficace, massimizza i potenziali benefici sia per l’allievo che per il mentore, con conseguenze positive per l’intera organizzazione.

E se queste motivazioni non vi hanno convinti a offrirvi come mentori all’interno della vostra organizzazione, potete sempre considerarla come una buona occasione per farvi pulire l’auto al grido di “Dai la cera, togli la cera”.

 

 

Bibliografia:

Ghosh, R., & Reio, T. G. (2013). Career benefits associated with mentoring for mentors: A meta-analysis. Journal of Vocational Behavior83(1), 106-116.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.