Le parole sono elemento di interconnessione e possibilità di stabilire legami con gli altri; le parole definiscono chi siamo.

Quanti fiumi di parole gettiamo nel mondo, anche dell’etere, e con quanta facilità. Mia figlia mi ha detto l’altro giorno: Mamma adoro cantare perché con le parole di altri riesco ad esprimere le mie emozioni. Mio marito invece, ha studiato per anni il linguaggio come forma di espressione della realtà, così ha scelto di dire pochissime parole, ben oculate, e tutte le volte che ci concede una sua opinione ha il peso forte di una ponderatezza e di una capacità di sintesi che ammiro, forse perché così lontana da me.

Sto riflettendo parecchio su come scegliamo di utilizzare le parole e su quale tonalità emotiva le settiamo. Non vi nascondo che lavoro con le parole e con l’utilizzo del linguaggio da sempre, scontrandomi su modalità di parole a volte non congruenti con il momento e con il contesto. Lo ammetto, quelle parole a volte, sono anche le mie.

Come scelgo le parole? quale tonalità di espressione voglio dare? E’ così importante utilizzarle solo per sfogarsi? Per colpevolizzare, per aizzare l’altro? O posso prendermi del tempo per ponderare, scegliere, togliere alcune parole e magari sostituirle con altre che possono creare dei ponti e non delle barriere.

Conoscere il Manifesto che è stata siglato a Trento sull’utilizzo delle parole ostili http://paroleostili.com/manifesto/, fa riflettere sull’utilizzo del social come catalizzatori di ostilità. Noto che sempre più questa ostilità si sposta anche nel campo della realtà. E’ vero, magari con meno ardore, ma alle spalle si creano le chiacchere malevole, la dialettica è sempre più spostata sul processi di colpevolizzazione. Si cerca di discreditare l’altro. Non si guarda mai alla complessità della realtà ma solo ad un apparenza appannata e fugace. E le parole, oltre a definire la realtà definiscono noi stessi, ci determinano.

Diventiamo ostili come le parole che abbiamo usato, diffidenti, diventiamo spaventati e pronti ad aggredire.

Spesso in Azienda notiamo sempre più che la mancanza di diffusione di parole relative alla condivisione di risultati, le parole di spinta alla crescita delle risorse, le parole che portano l’altro verso uno sguardo evolutivo verso di sé, lasciano un vuoto che viene riempito da parole di rabbia, parole di disillusione che creano un parlare tossico. Come se si bruciasse il prato dove dovrebbe crescere l’erba: quel prato non darà più fiori, ma solo una puzza nauseabonda.

La possibilità di esercitare una scelta verso parole non ostili è un allenamento che fortifica, che dà la possibilità di avere uno sguardo migliore anche verso di sé, oltre che verso gli altri, ed è un esercizio che mi sento di consigliare, come una ricetta semplice di “buon vivere”: mangiare leggero, un po’ di attività fisica ed uso di parole mai ostili!

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.