Lo scorso 20 giugno è arrivato il consueto appuntamento con gli esami di maturità. Anche se sono passati magari molto anni da quando l’abbiamo sostenuto, i temi della prima prova ogni anno suscitano molta curiosità e attesa. Una delle tracce di quest’anno ha riguardato il lavoro e la tecnologia; aldilà dello scenario apocalittico prospettato in sede dell’esame di maturità, in cui i robot sostituiranno il 66% del lavoro umano, è innegabile come la tecnologia sia ormai un aspetto fondamentale della maggior parte dei lavori.

Ma la tecnologia è davvero così integrata nella routine lavorativa delle persone?

L’adozione di una nuova tecnologia in azienda può senza dubbio aumentare la competitività, può rendere il lavoro più facile e meno ripetitivo, portando molti vantaggi per i lavoratori.

Nella realtà quotidiana, purtroppo, non è sempre percepita in questo modo da chi tutti i giorni dovrebbe usare una certa tecnologia nel proprio lavoro. Spesso i lavoratori non capiscono quali siano i reali benefici dell’introduzione in azienda di una nuova tecnologia, perché magari non sanno come usarla o non ne vedono l’utilità.

Come possiamo quindi fare in modo che gli importanti investimenti che fanno le aziende per introdurre tecnologie non vadano persi?

Una recente ricerca ha mostrato come avere delle opportunità formative quando si introduce una nuova tecnologia in azienda, aiuti a ridurre questo rischio. La formazione non deve necessariamente essere concentrata in un solo momento istituzionale, può anche consistere in momenti informali in cui le persone hanno l’occasione di provare i nuovi strumenti, condividendo difficoltà e strategie con i colleghi, con la possibilità di avere a disposizione dei tecnici per un supporto.

La formazione (anche in modalità meno convenzionali) sembra quindi essere una strada che porta degli ottimi risultati che possono avere un riflesso molto positivo sul benessere e la soddisfazione dei lavoratori. Migliorare l’esperienza d’uso della tecnologia infatti, consente di percepirne l’utilità, trasmette una sensazione di alleggerimento del proprio carico di lavoro e un maggiore senso di autoefficacia. Queste modalità informali non saranno naturalmente sempre possibili, dovranno quindi essere valutati contesto e persone a cui sono rivolte. L’importante sarà comunque che, qualsiasi siano le caratteristiche delle persone a cui questa formazione è rivolta, l’azienda offra la possibilità di provare e capire il funzionamento della nuova tecnologia introdotta.

Gli effetti di questa modalità di formazione/esperenziale nell’accompagnare l’introduzione di nuove tecnologie, non saranno solo in termini di benessere dei lavoratori ma consentirà anche di evitare che le risorse utilizzate per acquistare e introdurre la nuova tecnologia vadano sprecate perché nessuno sa o vuole utilizzarla.

Introdurre nuove tecnologie significa, dal punto di vista delle persone, rimettere in discussione il proprio modo di lavorare e abbandonare il rassicurante modo conosciuto e consueto di operare. Per alcuni ciò può essere semplicemente “destabilizzante” e quindi creare paure e ansie rispetto alla propria preparazione o possibilità di apprendere, in altri potrebbe insorgere anche una sorta di “sfida” con la nuova tecnologia tesa a dimostrare che si lavorava più efficacemente prima in quanto questo cambiamento viene vissuto come l’occasione per certificare, nero su bianco che come si è sempre lavorato non va più bene. Per altri addirittura lo spauracchio dell’essere diventati meno importanti, non più indispensabili o ugualmente utili. Le fantasie si alimentano dell’incertezza comunicativa e della mancanza di competenza. Ecco perché all’introduzione di una nuova tecnologia, va affiancata una comunicazione chiara e un investimento sulle persone che devono continuare a sentirsi “al centro”.

Per approfondimenti:

Giovanni Mariani, M., Curcuruto, M., & Gaetani, I. (2013). Training opportunities, technology acceptance and job satisfaction: a study of Italian organizations. Journal of Workplace Learning, 25(7), 455-475.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.