Prima di decidere di andare a lavorare all’estero ci vuole grande coraggio, ma per non trovarsi impreparati è meglio pensare per tempo ad alcune questioni fondamentali.

Andare a lavorare all’estero è una di quelle decisioni in grado di cambiare la vita in modo radicale, le emozioni in gioco sono tante, le cose da organizzare ancora di più. Ovviamente, ogni situazione è un caso a sé, le variabili in gioco possono cambiare in modo significativo a seconda dell’età o che si parta da soli o in compagnia. Ecco cinque aspetti da tenere in considerazione se si decide di emigrare..

1) Lasciare il certo per l’incerto

Di solito la scelta del Paese di destinazione non è mai azzardata, in alcuni casi il motivo è una concreta prospettiva di lavoro, in altri la presenza di amici o parenti già insediati da tempo. In ogni caso il primo dubbio che si affaccia nella mente è: e se poi non va? Ecco che allora è importante tenere in considerazione che nessun Paese è perfetto. La valutazione deve guardare sempre al quadro generale della propria situazione personale, che chiaramente deve risultare migliorata rispetto a quella di partenza. Soprattutto per quanto concerne l’aspetto lavorativo, meglio sondare il terreno in anticipo.

2) La conoscenza della lingua

Molti pensano che sia un aspetto di cui tenere conto a posteriori, una volta arrivati nel Paese di destinazione, ma non è proprio così. Lavorare all’estero senza conoscere la lingua locale è indubbiamente difficile, è vero che stando sul posto i tempi di apprendimento si riducono notevolmente ma l’isolamento e lo sconforto che derivano dal non poter comunicare possono rappresentare un grande ostacolo nella fase iniziale. Meglio dunque organizzarsi per tempo e magari seguire un corso di base.

3) Logistica e distanza

Certo, scegliere di andare a vivere in Francia o in Germania non è la stessa cosa che trasferirsi in Australia. Molto dipende dal carattere personale, ma sapere di poter coprire la distanza con la città di origine con un’ora di volo anziché quindici può giocare un ruolo importante a favore della serenità e della tranquillità individuale e di tutta la famiglia.

4) Burocrazia e aspetti pratici

Sono aspetti a cui soprattutto i più giovani di solito non prestano la dovuta attenzione: il cambio della valuta (nel caso in cui non ci sia l’euro) e il costo della vita, la necessità di visti o permessi particolari per potere entrare nel Paese, come ottenere la cittadinanza per residenza, come prendere in affitto un appartamento e aprire un conto in banca. Si calcola che in media occorrano sei mesi per potersi ambientare, espletare tutte le formalità burocratiche ma anche conoscere la città e acquisire le routine quotidiane.

5) Difficoltà e momenti di solitudine

Condizioni che tutti quelli che lasciano la propria città si trovano ad affrontare prima o poi. Per coloro che partono con famiglia e figli, l’impatto è di sicuro più dolce e mitigato ma per chi parte e va a vivere da solo, il rientro a casa alla sera può davvero rappresentare il momento più difficile della giornata. Passato il momento di sconforto occorrerà rimboccarsi le maniche e pensare che comunque le amicizie non tarderanno ad arrivare. Per aumentare le probabilità di conoscere gente è importante anche conoscere la cultura e le abitudini del posto e ricordarsi che ovunque esistono associazioni che mettono in contatto tra loro viaggiatori ed espatriati.

Infine, un argomento curioso che può essere interessante e utile per chi decide di vivere all’estero è il tema delle mance. Uno dei consigli è quello di studiare bene quali sono le usanze in ogni paese, perché un gesto carino ed estremamente generoso potrebbe essere considerata un’offesa in alcune nazioni. Si passa dal Nord America, dove con le mance baristi e camerieri riescono perfino a pagare l’affitto dell’appartamento e le spese (al ristorante, corrisponde di solito al 15-20% del conto), per arrivare al Giappone, regione in cui lasciare del denaro al lavorare può risultare offensivo, interpretato come una sottostima da parte del datore di lavoro, che non retribuisce adeguatamente il proprio dipendente.

 

Fonte:

http://www.scambieuropei.info/magazine/approfondimenti/6336-consigli-per-il-viaggio-ecco-la-guida-mondiale-per-lasciare-le-mance#.VA75Efl_tcR

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.