Provate a pensare alla nostra quotidianità divisa tra i mille impegni e responsabilità del lavoro, della famiglia, di tutto ciò che ci piace fare in quel po’ di tempo libero se ne avanza…. L’orologio, anche se non lo si indossa,  è comunque un fido compagno di tutti e anche se non vorremmo, in tante situazioni detta legge lasciandoci poco spazio quanto meno anche solo per vedere con occhi diversi come è andata la nostra giornata.

Ci ritroviamo a fare cose che non dovremmo fare, a non farne altre invece che andrebbero fatte o spesso ad aver le migliori intenzioni ma ad agire poi con una modalità che non ci porta ai risultati attesi….Accade poi che se si continua in una delle direzioni poco fa enunciate, si finisca per definire la situazione come un “problema”. Molti sono gli esempi che possiamo fare, proviamo a pensare a quando vogliamo che il nostro collaboratore cresca ma non vediamo i miglioramenti attesi, a quando ci troviamo da un giorno all’altro senza lavoro e dobbiamo ripartire da zero, a quando abbiamo un obiettivo importante da raggiungere ma ci sentiamo lontani anni luce…..

Ognuno di noi probabilmente sta vivendo o ha vissuto una situazione nella quale si sente fermo, dove tutto quello che sta facendo non sta funzionando. E’ così facile rendersi conto di questo?Non sempre per moltissime motivazioni. Una di queste è sicuramente la logica con la quale ci approcciamo al problema. Da quando siamo molto piccoli, siamo soliti fare un’attenta analisi di quello che ci accade chiedendoci o chiedendo il “perché”. Questa semplice domanda ci ha portato a scoprire il mondo, ad acquisire conoscenze importantissime nel nostro percorso di studi e professionale, a fare ottime analisi in alcuni contesti, ma forse non in tutti. Quando ci troviamo a gestire problemi molto complessi dove dobbiamo considerare tantissimi fattori come persone, responsabilità, ruoli, attività operative, aspetti economici non sempre ci è di aiuto il perché. Partiamo con la ricerca di quelle che possono essere le cause e ahimè  in alcuni casi su queste non possiamo fare proprio niente dato che appartengono al passato o magari non possiamo direttamente influenzarle.

Se le analisi fatte con il “perché” non ci portano a trovare una  risoluzione al problema, è forse giunto il momento di utilizzare un’altra logica che ci suggerisce di approcciarci al problema con il “come”. Questo significa fare un’attenta analisi del problema che si focalizza sul presente e soprattutto sulla dinamica che lo mantiene tale. Per fare ciò bisogna farsi diverse domande tra le quali: chi è coinvolto, quando e quante volte si presenta il problema, quali sono le ricadute concrete e visibili del problema , se vi sono delle eccezioni in cui non si è presentato e molto importante cosa si è fatto per tentare di risolverlo. L’avreste mai detto che quello che facciamo per risolverlo, in realtà, possa far sì che si mantenga? Non è facile arrivare a questa consapevolezza, spesso finiamo per considerare il nostro come l’unico punto di vista corretto sul problema non rendendoci conto però che così siamo fermi. Ma come si può fare per uscire dal nostro punto di vista? Provate a mettervi nei panni di 5 diverse persone che conoscete, parenti, amici, colleghi e a pensare a come loro vedrebbero il problema….già questo vi darà qualche spunto per vederlo con  occhi diversi.

Nella vostra cassetta degli attrezzi virtuale, siamo liete di condividere questo spunto su uno strumento che fa parte del Modello di Problem Solving Strategico®elaborato dal Prof. Giorgio Nardone (testo: “Problem Solving Strategico da tasca” Ponte alle Grazie).  Per ulteriori approfondimenti restiamo a vostra disposizione.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.