In contesti organizzativi caratterizzati da cambiamenti sempre più rapidi, imprese ed individui affrontano quotidianamente pressioni e richieste che mettono a dura prova la capacità di raggiungere risultati efficaci, costanti e condivisi.

Proprio per questo motivo, al giorno d’oggi, si inizia a parlare di Empowerment come caratteristica ricercata e auspicabile nelle aziende e nei suoi dipendenti.

Ma cos’è l’Empowerment?

Questo termine non ha una vera e propria traduzione in italiano, ma comprende un insieme di significati sia individuali che contestuali che indicano un incremento della consapevolezza dell’individuo. In quest’ottica, infatti, la persona si appropria di una capacità di scelta, anche quando eventi e situazioni sembrano dipendere totalmente da cause esterne.

L’individuo con un buon empowerment ha fiducia nelle proprie possibilità e non solo non teme i cambiamenti, ma si impegna a gestirli ed è disposto a correre rischi. Inoltre, riconosce i propri errori senza mostrare paura del giudizio altrui, condivide le sue informazioni con colleghi e superiori e prende iniziative.

È possibile quindi, in un contesto aziendale, osservare persone che, pur svolgendo lo stesso tipo di lavoro, reagiscono ad esso in modo totalmente differente: alcune con poca motivazione e rassegnate alla monotonia, mentre altre che si applicano con entusiasmo ed impegno.

Ecco che si mostra l’azione dell’Empowerment, che porta ad un aumento della motivazione individuale e di gruppo, incrementando di conseguenza il benessere lavorativo e personale degli individui.

Chi sviluppa l’empowerment sente di aver maggior controllo sulla propria vita e di essere esattamente nel posto in cui vorrebbe.

E’ un atteggiamento personale verso il lavoro, e non solo, che porta le persone ad una maggiore percezione di agire in prima persona, sia nell’assunzione di responsabilità sia nella partecipazione per la soluzione di problemi, con autonomia e fiducia in se stessi.

Lavorando sul proprio Empowerment, si promuove anche la partecipazione e il coinvolgimento degli altri, la responsabilizzazione, l’autostima, la collaborazione e la valorizzazione reciproca.

Ciò accade tutto per magia? No, l’empowerment può essere stimolato sia individualmente che all’interno delle organizzazione attraverso tecniche rigorose che consulenti professionisti, come quelli del nostro team, utilizzano dopo anni di approfondimento e pratica.

Soprattutto coloro che hanno ruolo gestionali all’interno delle organizzazioni possono (e/o devono?) diventare capaci di condividere le decisioni, di stimolare nei collaboratori autonomia e senso di responsabilità e di individuare i bisogni di ognuno, favorendone la crescita professionale.

Gli stessi leader sono tenuti quindi a mettersi in discussione e a comprendere i propri atteggiamenti e le proprie credenze, per creare una cultura aziendale centrata su una visione generale più positiva. Inoltre, sempre compito del leader (e competenza che è possibile sviluppare) è il riconoscere la presenza di eventuali barriere, come la resistenza al cambiamento, che impediscono la messa in atto di comportamenti e atteggiamenti motivanti.

In questo senso, l’empowerment dell’individuo diventa allora l’empowerment dell’organizzazione.

Un buon livello di empowerment da parte di tutti per un’azienda non è solo auspicabile, ma è necessario, poiché favorendo un attivo utilizzo di idee a supporto di soluzioni concrete ed attuabili rispetto alle problematiche incontrate, contribuisce a far emergere il talento individuale delle persone e a ridurre il tempo dedicato alla soluzione di problemi interpersonali e organizzativi. Pertanto, non solo incrementa la soddisfazione di clienti e dipendenti, ma in generale migliora le prestazioni della struttura organizzativa.

Quindi come si può aumentare il proprio livello di Empowerment?

L’empowerment non è una caratteristica che si ha o non si ha, bensì essa si può sviluppare e “potenziare”.

Grazie al supporto di consulenti esperti e agli studi scientifici sappiamo che specifici strumenti e tecniche di empowerment possono accompagnare e sostenere il delicato processo del cambiamento. Attraverso tecniche di potenziamento della leadership, counselling, coaching, sviluppo delle capacità di problem solving, time management, comunicazione efficace, costruzione del gruppo, e molte altre è possibile incrementare il proprio livello di Empowerment, ottimizzando e ottenendo migliori performance e risultati.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.