Difficile dare una definizione chiara e precisa di un fenomeno costantemente in divenire e che racchiude dentro di sé sfumature o approcci diversi come quello della sharing economy. Tra le enunciazioni più chiare e concise vi è quella di Benita Matofska, tra le maggiori esperte del tema a livello mondiale: “la sharing economy è un ecosistema socio-economico costruito intorno alla condivisione di risorse umane e materiali. Ad essere condivisa può essere la creazione, la produzione, la distribuzione, lo scambio o il consumo di beni e servizi da parte di differenti persone e organizzazioni”. Le ragioni per sposare questo nuovo approccio sono numerose: dalla mera riduzione dei costi, ad una ecologica diminuzione dell’impatto ambientale, al rinforzo dei legami all’interno delle comunità grazie ad un tipo di relazione orizzontale che stimola la democrazia partecipativa. Si tratta di un mutamento di mentalità: dall’ottica del possesso a quella dell’accesso, utilizzando un approccio smart, in cui l’importante è raggiungere l’obiettivo nel modo più efficiente possibile. La sharing economy va a braccetto con gli sviluppi tecnologici in quanto il concetto stesso di rete internet è basato sulla condivisione di informazioni. Inoltre è spesso attraverso piattaforme online e applicazioni che i servizi, gli oggetti e le conoscenze possono entrare nel network della condivisione.

La sharing economy è in grado ormai di toccare tutti i settori della nostra vita. Gli ambiti applicativi sono infatti potenzialmente infiniti. In campo turistico esistono servizi già affermati come Tripadvisor o Booking, che permettono di scambiarsi consigli e recensioni su attività, locali o alberghi, ma anche nuove sperimentazioni come Guide me right, un’app che ti permette di entrare in contatto con persone che vivono nella località dove ti recherai in viaggio in modo da avere un servizio guida che ti condurrà fuori dalle tradizionali rotte turistiche. Un altro settore in cui lo sharing è ormai la parola d’ordine è quello dei trasporti, con Blablacar e Uber che hanno rivoluzionato il nostro modo di spostarci. Sul lato house sharing, invece, siamo ormai abituati a sentire parlare di Airbnb ed i più sportivi probabilmente conosceranno anche Coachsurfing, community di persone che viaggia soggiornando gratis sui divani di illustri (ma generosi) sconosciuti. La lista di progetti basati sulla logica della condivisione potrebbe andare avanti a lungo: crowdfounding, per raccogliere finanziamenti per progetti innovativi, Spotify per ascoltare musica gratis in streaming, Gnammo per cenare a casa di chef più o meno improvvisati.

Il tema della sharing economy si sta rivelando interessante anche il mondo delle aziende e degli imprenditori, specie quelli di piccole e medie imprese, che possono trovare benefici nei metodi di coworking oppure offrire servizi fino a ieri troppo costosi grazie a strategie di welfare condiviso. Un asilo aziendale potrebbe rivelarsi un’idea irrealizzabile per un datore di lavoro di una piccola realtà, mentre riuscirebbe a concretizzarsi se un gruppo di imprenditori della stessa zona industriale decidesse di mettere insieme le forze e le risorse. Anche la banca del tempo costituisce uno strumento interessante da utilizzare all’interno della stessa azienda. Le banche del tempo sono organizzate come istituti di credito in cui le transazioni sono basate sulla circolazione del tempo anziché del denaro: l’unico obbligo è il pareggiamento del conto. Gli scambi tra dipendenti possono essere di ogni tipo: dal trasporto dei figli alla scuola, al servizio spesa. Per quanto riguarda il coworking, esso è già diffuso tra i liberi professionisti, ma potrebbe essere preso in considerazione anche da particolari imprese i cui lavoratori trascorrono in sede solo pochi giorni alla settimana o al mese. Il coworking, inoltre, si è rivelato uno strumento particolarmente adatto a soddisfare le esigenze di conciliazione vita-lavoro delle donne.

Lo sharing welfare è considerato tema attuale anche dalla Bocconi, che una settimana fa ha organizzato un workshop proprio sul tema dello sharing welfare. In questo mese di novembre Milano, città all’avanguardia in Italia sui temi economici, è stata infatti palcoscenico di una lunga serie di iniziative che hanno visto il tema della sharing economy protagonista. La città ha ospitato la Collaborative Week (dal 7 al 14 novembre http://www.collaborativeweek.it/), la settimana dedicata all’economia della collaborazione e all’innovazione sociale. Tra workshop, tavole rotonde, ricerche, proiezioni, premiazioni ed una fiera in cui sono state presentante ed esposte le buone pratiche, è stato fatto il punto su quello che si sa (e si fa) in materia di sharing economy.

Resta tuttavia da capire se quella della sharing economy si rivelerà una moda passeggera, con una scadenza predeterminata, utile al superamento dell’attuale crisi economica, oppure come un nuovo modo non solo di fare business, ma anche di creare modelli di sviluppo e collaborazione in tutti i settori. La trasversalità di tale approccio, la sua capillare diffusione e la risposta positiva che hanno manifestato tutte le persone che nel mondo usufruiscono di servizi basati sull’economia della condivisione fanno propendere per il secondo scenario.

 

BIBLIOGRAFIA:

http://www.thepeoplewhoshare.com/blog/what-is-the-sharing-economy/

http://www.associazionenazionalebdt.it/?page_id=562

http://www.secondowelfare.it/privati/aziende/si-scrive-coworking-si-legge-piu-donne.html

 

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.