Giovedì scorso ho partecipato ad una riunione dove presentavo due formatori da me identificati come particolarmente centrati per le esigenze di sviluppo di competenza che ho rilevato in alcuni settori di una mia azienda cliente. Abbiamo anche ragionato sull’evento di presentazione aziendale del nuovo organigramma frutto di un lavoro di analisi e di confronto che ci ha visto impegnati a fianco degli imprenditori per diversi mesi.

La mia consulenza in questa azienda non finisce qui, ci sono tante cose ancora da pensare, portare avanti, realizzare, però questo momento di preparazione all’evento di chiusura della fase di analisi ha fatto riemergere in me tutte le emozioni che questo mestiere mi suscita. Le aziende che sono onorata di affiancare per una parte del loro percorso, sono realtà che mi stanno particolarmente a cuore. Sono consapevole del valore del “distacco” nell’espressione di una valutazione o di un parere ma devo ammettere che non riesco ad essere asettica. Mi sento coinvolta ogni qualvolta il risultato del mio lavoro è positivamente visibile e ogni volta che c’è qualche marcia indietro o quando commetto errori.

Niente mi è indifferente, tutto mi appassiona e mi coinvolge. Non posso non creare un rapporto aperto, franco e diretto oltre che fiduciario con il mio committente oppure, forse questo è il vero, non lavoro per chi non mi suscita questa voglia di approfondimento e vicinanza o che non leggo come una bella sfida.

La fiducia va conquistata (e riconquistata) continuamente. Chi fa il mio mestiere lo sa: mai pensare di aver acquisito una posizione, appena lo pensi sei di nuovo al punto di partenza. Questo mi piace, mi tiene sempre sul filo del rasoio, mi fa avere quella giusta tensione che non  permette di accontentarsi, di essere superficiale. Ma se di base ci sono preconcetti e pregiudizi così radicati sul valore del mio lavoro al punto che, anche se “qualcosa assieme si può fare”, la qualità di quello che farò non scalfirà le convinzioni preesistenti, allora dico no, grazie.

Se non vedo la possibilità di introdurre concetti e modalità di gestione delle risorse umane diverse, se non c’è realmente nessuna voglia di mettersi in discussione, allora accettare la consulenza per me significherebbe semplicemente raccogliere le briciole in un momento in cui tutto fa brodo.

Venerdì sera sono stata invitata da un altro cliente a partecipare ai festeggiamenti per i 70 anni di vita dell’azienda. L’azienda in questione è una istituzione nel piccolo stato di San Marino e come tale è stata festeggiata dalle massime cariche dello stato. Essere presente, sentirmi a casa, capire di essere ben voluta e “inclusa” è stato molto bello, una spinta motivazionale per me imprescindibile. E’ quello per cui lavoro e il motivo per cui quando qualcosa non và, letteralmente “non ci dormo la notte!”. Non si deve dire? Il consulente deve presentarsi come una specie di superuomo che arriva e con freddezza e raziocinio risolve tutto? Sarà perché mi occupo di persone, di rapporti e di emozioni ma io non sono così. Questo modo di essere, prima che di fare consulenza, è pieno di contraddizioni e a volte pericoloso. Commetto errori, qualche volta mi accaloro, mi appassiono al risultato con il rischio di perdere di vista la strategia, cosa molto grave nel mio lavoro. Ci devo lavorare, lo so,  sono work in progress, come tutti d’altronde, anche chi non lo da a vedere.

Quando parlo con i miei clienti e cerco di capire, interpretare le loro esigenze e accompagnarli in un percorso di sviluppo, io emotivamente mi sento parte dell’azienda anche se razionalmente so bene qual è il mio ruolo, quali sono i confini e dove non devo mai sostituirmi per il bene di tutti. Il successo del mio lavoro non si misura in quote di mercato, in fatturato, in numero di clienti TOP a portafoglio. Non si può che misurare l’effetto che i nostri interventi, le nostre attenzioni, il nostro impegno hanno sul cliente. Razionalmente lavoro per aiutare le imprese a organizzare e gestire le risorse umane, emotivamente faccio il tifo per noi!

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.