Il mondo del lavoro è cambiato e con esso anche le offerta contrattuali; oltre al cosiddetto “lavoro dipendete” si affiancano diverse tipologie che spesso possono confonderci.

Lo scopo di questo articolo e cercare di fare chiarezza rispetto a quelli che sono i principali contratti attivi in Italia, suddivisi in base alla forma di lavoro a cui si riferiscono: subordinato, parasubordinato e autonomo.

Una valenza diversa deve essere invece data al Tirocinio, che non è un vero e proprio contratto di lavoro, ma un’esperienza formativa e di orientamento che si può realizzare sia in enti pubblici che in aziende private e che consente ai giovani un inserimento temporaneo nel mondo del lavoro.

 

Lavoro subordinato

  • Lavoro dipendente a tempo Indeterminato: è quello con cui il lavoratore si impegna, senza vincolo di durata e dietro versamento di una retribuzione, a prestare la propria attività lavorativa sottoponendosi al potere direttivo, organizzativo e disciplinare di un datore di lavoro.
  • Lavoro dipendente a tempo determinato: ha la stessa valenza del contratto a determinato ma può essere a tempo e quindi avere una durata stabilita.
  • Lavoro dipendente a tempo parziale: è un contratto di lavoro che può essere a tempo indeterminato o determinato ma ha un orario inferiore a quello normale. Il part-time può essere orizzontale (si lavora tutti i giorni ma con un orario ridotto) verticale (si lavora l’intera giornata ma solo in alcuni giorni della settimana o periodi prefissati del mese o dell’anno), misto (tra le due modalità orizzontale e verticale).
  • Lavoro somministrato: è un contratto che permette ad un’impresa (utilizzatore) di rivolgersi ad un soggetto autorizzato, come le agenzie di somministrazione lavoro (somministratore), al fine di utilizzare personale non assunto direttamente, ma dipendente da quest’ultimo.
  • Lavoro intermittente: è un contratto con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere a chiamata” (job on call) le proprie prestazioni, che sono quindi a carattere discontinuo o concentrate solo in determinati periodi, nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. La prestazione di lavoro non può superare 400 giornate di lavoro in tre anni.
  • Lavoro a domicilio: è un contratto decentrato e consiste nell’eseguire nel proprio domicilio o in un locale di cui si abbia disponibilità lavoro retribuito per conto di un imprenditore
  • Lavoro Stagionale: è un rapporto di lavoro che si concentra in determinati periodi dell’anno e di solito è legato al settore agricolo o turistico, in corrispondenza dei periodi di maggiore intensità dell’attività produttiva. I lavoratori stagionali sono assunti con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, di apprendistato, di somministrazione, a progetto e accessorio.
  • Lavoro Ripartito: chiamato anche job sharing – è un rapporto di lavoro nel quale sono coinvolte due persone, che condividono la responsabilità di svolgere un unico lavoro. I due lavoratori possono concordare come suddividere tra di loro l’attività lavorativa e gestire in autonomia i propri orari.
  • Apprendistato: è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Il datore di lavoro, a fronte di sgravi contributivi e fiscali, è tenuto ad erogare all’apprendista non solo la retribuzione, ma anche una specifica formazione professionale.
  • Contratto di inserimento: ha la funzione di inserire o reinserire nel mercato del lavoro alcune particolari categorie di persone come i giovani e persone che restano a lungo disoccupate, con un progetto individuale di adeguamento delle competenze professionali.


Lavoro parasubordinato e autonomo

  • Lavoro a progetto: è una forma di lavoro autonomo in cui il lavoratore collabora con un committente ed è incaricato di svolgere per conto di esso uno specifico progetto. Questo tipo di contratto non può prevedere l’esecuzione di compiti meramente esecutivi e ripetitivi ed è senza un orario prefissato.
  • Collaborazione occasionale e lavoro autonomo occasionale: La collaborazione occasionale è un rapporto di collaborazione non subordinata e saltuaria, svolta dal lavoratore in modo non vincolato per un committente. Per rientrare in questa tipologia, il rapporto del lavoratore con il committente non deve durare più di trenta giorni nel corso dell’anno e la retribuzione non deve superare i 5.000 euro. Il collaboratore occasionale deve poter svolgere la sua attività autonomamente, senza un orario prefissato e il suo lavoro non può essere inserito all’interno del normale ciclo produttivo dell’azienda, ma solo di supporto al raggiungimento di obiettivi contingenti.
    Il lavoro autonomo occasionale, invece, è una prestazione che, a prescindere dalla durata e dall’importo percepito, ha carattere non continuativo, ma episodico e non è legato al potere di coordinamento del committente.
  • Lavoro occasionale accessorio: è un tipo di prestazione occasionale rivolta a una particolare categoria di persone: chi è a rischio di esclusione sociale o non è ancora entrato nel mercato del lavoro oppure è in procinto di uscirne. La retribuzione per il lavoro accessorio è concordata tra le parti e il pagamento avviene per mezzo di appositi “buoni lavoro” (o voucher), che il lavoratore può convertire in denaro recandosi agli sportelli dell’ufficio postale.
  • Attività di libero professionista (con partita IVA): Nell’ambito del “lavoro autonomo”, viene definito libero professionista colui che svolge un’attività che ha per oggetto una prestazione d’opera intellettuale o artistica. Sotto il profilo civilistico l’attività di lavoro autonomo è disciplinata dal contratto d’opera, che è il contratto con il quale il lavoratore autonomo si impegna a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente (artt. da 2222 a 2228 del Codice Civile).
  • Attività di imprenditore individuale (con partita IVA): Nell’ambito del lavoro autonomo, viene definito imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.
  • Associazione in partecipazione: con tale contratto l’imprenditore (associante) attribuisce al lavoratore (associato) una partecipazione agli utili dell’azienda, in cambio di un apporto che può essere una prestazione d’opera o una prestazione di carattere patrimoniale.
  • Contratto di agenzia: Con il contratto di agenzia, un soggetto (detto “agente”) assume stabilmente – cioè in modo sistematico e continuativo – l’incarico di promuovere per conto di un’altra parte (detta “preponente”) la conclusione di contratti in una zona determinata, per esempio una provincia, una regione o una zona d’Italia.

 

Per maggiori informazioni

http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/lavoro-per-te/mercato-del-lavoro/contratti-di-lavoro

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.