Tutte le volte mi chiedo: chi me lo fa fare?

Questo senso di avventura che mi porta ad alzarmi all’alba e cercare di trovare sempre una soluzione innovativa, a cercare di portare la soluzione competente.

Perché?  In che cosa consiste il mio lavoro? Falla semplice mi dico, Keep it simple, se lo dovessi spiegare a mia nonna, che purtroppo non è più in vita, come lo spiegherei il mio lavoro?

Direi: Nonna, Tua nipote lavora così tanto perché cerca sempre di ascoltare gli altri, portando dei consigli e delle innovazioni che possano facilitare il lavoro delle persone che si rivolgono a lei.

Incontrare l’essere umano è il più delle volte sorprendente: l’altro ha sempre un aspetto che ti sorprende, una sorta di fragilità che ti colpisce, un punto di forza che ti affascina.

Alcune volte davanti hai persone che si sono perse dentro logiche di ricerca del potere, ma il più delle volte hai davanti professionisti e persone che cercano la soluzione migliore per la propria organizzazione e le proprie persone. Che si domandano, genuinamente, perché le persone che lavorano con loro non condividono sforzi, visione, amore e coinvolgimento per l’azienda che gli offre il lavoro. Perché loro parlano ma nessuno li ascolta.

Una vecchissima teoria di gestione dei processi motivazionali parlava dell’esistenza di due tipologie di lavoratori: una parte aveva le caratteristiche per riuscire ad emergere, ad essere coinvolta nel creare la differenza nei processi implementati, l’altra invece aveva bisogno di certezze di un posto tranquillo senza troppi scossoni e cambiamenti

McGregor (1960) elabora per due visioni differenti dei lavoratori due teorie: La Teoria X e la Teoria Y.
La Teoria X dice che le persone non amano il lavoro perché sono per natura pigri, quindi per lavorare bisogna essere continuamente puniti e minacciati dall’autorità dell’organizzazione; da qui la considerazione che si preferisca essere diretti non avendo ambizioni personali e cercando solo la sicurezza e la stabilità economica.
Nella Teoria Y invece le persone vengono viste come un soggetti attivi e non passivi perché in grado di autogestirsi; il lavoro è naturale come il riposo, dato che la soddisfazione lavorativa è importante. Le persone sono in grado di autogestirsi ed autodirigersi, sono responsabili ed attivi. Secondo McGregor il fatto che il lavoratore si comporti come delineato dalla Teoria X, piuttosto che dalla Teoria Y, dipende dalla sua possibilità di soddisfare i propri bisogni: se non riesce a soddisfare i propri bisogni di ordine inferiore, ossia quelli individuati da Maslow nelle categorie dei bisogni fisiologici e di sicurezza, e da Herzberg nei fattori igienici, tenderà a comportarsi come descritto dalla Teoria X, mentre se riesce a soddisfare i propri bisogni di ordine superiore, identificati da Maslow nei bisogni di appartenenza, stima ed autorealizzazione, e da Herzberg nei fattori motivanti, si comporterà come descritto dalla teoria Y.

Ovviamente questa Teoria semplifica la necessità dei singoli di un bisogno di protezione e di sicurezza, ma nel suo essere così semplice ci ricorda che in ogni lavoro le risorse umane, a tutti livelli, hanno bisogno di sentirsi parte di.
La vera sfida per i Leader, per gli Imprenditori, è di creare questo coinvolgimento, pensare a come condividere obiettivi e creare compartecipazione.
Sembra complesso parlare di questo tema, quando, all’inizio del 2018 non è ancora garantito il livello minimo di sicurezza nei posti di lavoro: delle persone, per ripulire un forno interrato, sono morte intossicate. Le reazioni sono state di sconcerto e di rabbia. Non poteva essere diversamente.
Si accerteranno eventuali responsabilità, e si cercherà di comprendere se tutti, a partire dai Leader, fossero coinvolti e partecipi al senso e alla cultura della sicurezza.

Creare la cultura della condivisione e della attenzione alle condizioni ed esigenze delle diverse aree organizzative, non vuol dire solo attenzione ai propri dipendenti, attivare politiche di condivisione, migliori possibilità di performare, vuol dire avere condizioni di lavoro migliori e, in infondo, una società migliore.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.