L’opinione pubblica è da anni al corrente degli studi hanno messo in risalto il legame tra insufficienza delle ore di sonno e potenziali danni per l’organismo soprattutto a livello dei sistemi immunitario e cardiocircolatorio (Chatzitheochari & Arber, 2009). Recentemente, inoltre, il riposo notturno è stato ulteriormente fotografato in relazione alle attività lavorative, sia per quanto concerne l’equilibrio vita-lavoro, esploso negli ultimi 10 anni (Keller & Papasan, 2014), che in termini di produttività sul posto di lavoro.

Non solo attenzione e concentrazione, ma anche apprendimento e memoria, creatività e gestione delle reazioni emotive sono capacità mentali direttamente influenzate dal sonno, le quali a loro volta sono legate a dei comportamenti efficaci di leadership secondo un recente studio di McKinsey (Febbraio 2016), riportato sul quotidiano online Linkiesta. Un altro esperimento, pubblicato nel 2003 sulla rivista scientifica Sleep, seppure con l’ausilio di un numero limitato di partecipanti (48), ha confrontato l’effetto di un differente numero di ore di sonno sul campione per due settimane. Nei test delle capacità di ragionamento, le prestazioni migliori erano ottenute da chi aveva dormito otto ore rispetto ad altri due gruppi di partecipanti cui era stato chiesto di dormire rispettivamente sei e quattro ore. Nel corso delle due settimane, chi dormiva solo quattro ore era palesemente in difficoltà, tanto nei risultati quanto nella stanchezza percepita. Chi dormiva per sei ore accusava un crollo delle prestazione ma, cosa più grave, non diceva di sentirsi particolarmente stanco (Van Dongen et al., 2003). Quella che potremmo chiamare “zona delle sei ore” è quindi particolarmente insidiosa: ci mette in difficoltà senza farci capire cosa ci manca veramente. Sottostimare il proprio bisogno di sonno porta non solo a creare abitudini difficili da modificare, ma anche a non vedere affatto il problema.

E’ necessario tenere in considerazione, comunque, il fatto che il bisogno di riposo notturno varia anche sensibilmente in base all’età e alla fisiologia individuale. Se, come riportato nello studio di cui sopra, sei ore non sono sufficienti in media (ovvero probabilmente per la maggior parte delle persone), spetta a ciascuno individuare il personale monte ore notturno. Linkiesta, che riportava prima lo studio di McKinsey, fa un passo in più: riporta che le aziende dovrebbero insegnare la gestione del tempo del riposo. Un’iniziativa che parrebbe rientrare nell’ambito delle pratiche di “cura” del dipendente, le quali (ci sentiamo di poter aggiungere) possono certamente dare risultati migliori quando sono legate ad una cultura aziendale che realmente si fa carico del benessere dei lavoratori. Per inverso, un corso di “sleep management”, per quanto ben fatto, quanto potrà contrastare gli effetti di una cultura del lavoro no-stop? Questa però è un’altra storia.

Riferimenti

Chatzitheochari, S., & Arber, S. (2009). Lack of sleep, work and the long hours culture: evidence from the UK Time Use Survey. Work, Employment & Society, 23(1), 30-48.

Keller, G. & Papasan, J. (2014). Una cosa sola. L’unico metodo per fissare le priorità ed ottenere risultati eccezionali. Milano: tre60 Editore

Linkiesta. (2016). “Le aziende devono insegnare ai dipendenti a dormire bene”. Consultato tramite http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/19/le-aziende-devono-insegnare-ai-dipendenti-a-dormire-bene/29307/?fb_action_ids=10204378264815118&fb_action_types=og.shares&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B995398133880500%5D&action_type_map=%5B%22og.shares%22%5D&action_ref_map=%5B%5D

Van Dongen, H. P., Maislin, G., Mullington, J. M., & Dinges, D. F. (2003). The cumulative cost of additional wakefulness: dose-response effects on neurobehavioral functions and sleep physiology from chronic sleep restriction and total sleep deprivation. SLEEP-NEW YORK THEN WESTCHESTER-,26(2), 117-129.

Si laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel 1995 ed è iscritta all’Albo Professionale dal 1997. Frequenta la Scuola di Formazione Formatori del Prof Francesco Avallone ed è specializzata in dinamiche nei piccoli e grandi gruppi, benessere organizzativo, sviluppo del potenziale, coaching individuale, team coaching e gestione psicosociale. Ha una grande esperienza nelle dinamiche di gestione del cambiamento, di gestione dei conflitti interpersonali e aziendali. Ha lavorato nella gestione di processi di riallineamento interfuzionale. Conosce ed ha gestito analisi degli assetti organizzativi, anche in caso di fusione e/o acquisizione aziendale. Ha lavorato come Change Manager in progetti di implementazione ERP per Grandi e Medie Aziende Nazionali e Multinazionali. Entra a far parte del Team SCR selezione e consulenza per le risorse umane nel 2015 e nel 2016 ne diventa Socia.

Si laurea in psicologia clinica e di comunità nel 1996. Dopo una formazione post-laurea in counselling orientativo e professionale, inizia la sua esperienza nel campo della psicologia del lavoro. Prima partecipando alla progettazione e allo sviluppo del servizio SIO della Provincia di Ravenna, primo esperimento pubblico di gestione specialistica dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro poi nel 2007 fondando SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale. Stefania è specializzata nella conduzione di colloqui a carattere valutativo, nell’utilizzo di testistica per l’analisi del profilo psicoattitudinale e nella progettazione e realizzazione di assesment e di percorsi di analisi e intervento organizzativo. Attualmente iscritta all’albo degli psicologi della Regione Emilia Romagna.

Si Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1996, nel 2002 inizia la sua esperienza nel mondo della psicologia del lavora collaborando prima con il Centro per l’Impiego di Ravenna nella progettazione, realizzazione e gestione di azioni (quali, a titolo esemplificativo, tirocini formativi, incontri informativi, formazione individualizzata) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone disoccupate. L’interesse per la materia la spinge a frequentare un Executive Master in selezione e valutazione delle risorse Umane svolto presso il Centro di Formazione Manageriale e gestione d’impresa della CCIAA di Bologna. Nel 2007 partecipa, come socia, alla nascita di SCR società di consulenza in ambito risorse umane specializzata nella ricerca, selezione e gestione del personale dove si occupa della gestione di percorsi di selezione, conduzione di colloqui a carattere selettivo, direalizzazione di assessment di gruppo, di utilizzo di testistica specialistica. È iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna.